Dopo zero si muove, ma di poco, il numero dei nuovi contagi. Ma il problema è che vengono tutti e tre dall'ospedale di Alatri dove sono risultati positivi tre operatori. Per questo motivo sono stati chiusi per sanificazione i reparti e sono stati disposti i tamponi al resto del personale e dei pazienti per individuare nuovi casi di positività. Purtroppo, oltre l'elenco dei contagiati (633 totali) si allunga anche quello delle vittime, salite a 48 con la scomparsa di un imprenditore di Settefrati che era risultato positivo al ritorno dall'Irlanda: Gugliemo Fanoni è morto nel reparto di Pneumologia dell'ospedale di Cassino dove era giunto da qualche settimana da Frosinone. Continuano senza sosta i controlli su Rsa e case di riposo. Dopo Fiuggi è la volta di Veroli: l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato chiede al sindaco Simone Cretaro un'ordinanza di chiusura di una struttura sul territorio ernico.

Il bollettino
Tre casi, quattordici guariti (104 il totale dall'inizio dell'epidemia) trentasei persone uscite dall'isolamento domiciliare. Questi sono numeri del bollettino dell'assessorato regionale alla Sanità.
Ad Alatri tre nuovi positivi all'ospedale San Benedetto: uno a lungodegenza, gli altri sono un dipendente della farmacia interna e l'altra è una sanitaria del laboratorio di analisi. Il laboratorio, la farmacia e la lungodegenza sono stati chiusi. Effettuata subito la sanificazione dei locali, mentre ora saranno effettuati i tamponi a tutti, degenti e personale, per verificare se vi sia stata diffusione del contagio. I tre casi di ieri sono la conferma che quella che sta per chiudersi è la settimana migliore per il basso numero di nuovi contagi da quando è scoppiata l'emergenza. Nel bollettino regionale dopo la consueta task-forse per il Covid-19, l'assessore Alessio D'Amato conferma «il giro di vita sulle Rsa e strutture socio-assistenziali private accreditate». Sono 534 le strutture controllate in tutto il Lazio. Quindi D'Amato sottolinea: «a Veroli scoperta una casa di riposo abusiva. La Asl ha chiesto al sindaco un'ordinanza per la chiusa e tutta la documentazione è stata inviata alle autorità competenti».

A livello regionale registrati 92 casi, per la settima volta consecutiva sotto la tripla cifra.
Nel bollettino della protezione civile i contagiati di Frosinone restano fermi ai 547 di venerdì, che poi è proprio il giorno in cui l'assessorato regionale alla Sanità ha comunicato gli zero casi per l'Asl di Frosinone. Sono 62 le province italiane, secondo i dati della protezione civile, ad avere registrato più contagi della Ciociaria che, dopo Roma, è la seconda nella regione. Nel Lazio sono 6.224 i casi di Covid-19 finora esaminati, di questi sono attualmente positivi 4.561 di cui solo 183 ricoverati in terapia intensiva. I morti totali sono 387.

La vittima
Guglielmo Fanoni di Settefrati era tornato dall'Irlanda dove viveva facendo la spola con la Valcomino e si era sentito male. Dopo più di un mese dal ricovero all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone presso il quale aveva combattuto contro il Coronavirus e poi al Santa Scolastica di Cassino, ieri mattina alle 10, Guglielmo Fanoni, cinquantotto anni, è morto nel reparto di Pneumatologia dell'ospedale cassinate. Nel frattempo si era negativizzato, ma le conseguenze del virus sul suo fisico sono state letali ugualmente.
«Da tempo gli dicevo di curare i suoi problemi respiratori – dice il sindaco di Settefrati, Riccardo Frattaroli, in un commosso ricordo dell'amico Guglielmo – e così dopo le prime avvisaglie del contagio e del successivo ricovero a Frosinone ero preoccupato del corso della malattia. Poi il trasferimento a Cassino dove le cose stavano andando diversamente e la speranza di rivederlo tra noi si faceva più forte, ma la notizia di questa mattina ha lasciato tutto il paese senza parole». Imprenditore, consigliere comunale, lascia la madre, la sorella, l'ex moglie e il figlio.

Il caso di Veroli
Nei giorni scorsi, dunque, anche Veroli è stata interessata dai controlli della Asl sulle strutture di assistenza presenti sul territorio comunale. Uno di questi si è chiuso con la richiesta di integrazione della documentazione, ma, a quanto emerso nella giornata di ieri, questa integrazione non è ancora stata prodotta, ragion per cui la richiesta della Regione di chiudere la casa di riposo ha colto un po' tutti di sorpresa a Veroli.
«Ad oggi dalla Asl non ci è arrivato niente - afferma il sindaco Simone Cretaro - quando ci arriverà la richiesta la valuteremo e vedremo quali decisioni prendere».
Se si è trattato di un vizio di forma, come si pensa a Veroli, con gli uffici comunali chiusi per il 25 aprile e per la domenica se ne riparlerà domani. E si vedrà, quindi, se il caso è destinato a rientrare a differenza di quanto accaduto a Fiuggi dove sono stati presi i provvedimenti di chiusura delle attività (in quel caso alberghiere trasformate in case di riposo per anziani) risultate irregolari.

In un lungo post su Facebook, dove parla anche del 25 aprile, il sindaco Cretaro riprende l'argomento ribadendo che «ad oggi (ieri, ndr) il sottoscritto non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito. Ci attiveremo con le autorità preposte per le verifiche del caso». Il primo cittadino approfitta dell'occasione per aggiornare la situazione sulle attuali positività a Veroli: «questa mattina (ieri, ndr) la Asl di Frosinone mi ha comunicato l'avvenuta guarigione di altri concittadini che non hanno più i sintomi associati all'infezione da Sars Cov-2, come documentato dall'esame del doppio tampone. Attualmente, sul nostro territorio abbiamo 11 casi di concittadini positivi, quasi tutti in isolamento domiciliare, ad eccezione di uno, che è ancora ricoverato in ospedale, ma che sarà dimesso nei primi giorni della prossima settimana. Sono numeri che ci fanno guardare con fiducia all'obiettivo di un ritorno alla normalità».

Lo scenario
L'Istituto Superiore di Sanità aggiorna l'analisi sui dati epidemiologici dei pazienti deceduti positivi al Covid-19 in Italia. In base al report del 23 aprile, l'età media delle vittime è di 79 anni. L'età media dei deceduti è più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione e la cui età media è di 62 anni. Continuano a morire più uomini che donne con un rapporto di 63,3% a 36,7%. Tra le vittime, al momento del ricovero i pazienti con nessuna patologia pre-esistente erano il 3,6%, quelli con una patologia pre-esistente il 14,4%, i pazienti con due patologie pre-esistenti il 21,1%, quelli con 3 o più patologie pre-esistenti il 60,9%. Tra le aree geografiche con la percentuale maggiore di deceduti si segnalano la Lombardia con il 55,8%, l'Emilia Romagna con il 13,8% e il Piemonte con il 7,5%. I sintomi più ricorrenti tra i deceduti sono: febbre nel 75% dei casi, dispnea nel 72% e tosse nel 38%.