È bastato un post, scritto con il suo stile un po' così, diretto e senza filtri, ad addolcire l'ennesima domenica di clausura. Un post che racconta la nostra terra meglio di mille spot, come d'altronde sa narrarla, da vent'anni, la sua osteria a chi passa per Frosinone. Giampiero Pigliacelli, che in questi giorni sta cercando di riemergere dal periodo nero che stanno attraversando i ristoratori e non solo loro, consegnando a domicilio i piatti del suo menù, ha scritto su Facebook: «...da oggi c'è un nuovo servizio: chi veramente in questo momento si trova economicamente in difficoltà, mi faccia lo stesso l'ordine. Non c'è problema per i soldi, un primo e un secondo ci saranno per tutti...».

Se è vero che il mondo del dopo-Covid dovrà per forza cambiare e che nulla sarà come prima, come ripetono in coro "quelli bravi" a destra e a manca, speriamo cominci a cambiare con qualche Giampiero in più e qualche star della virologia in meno in mezzo alle nostre vite. «Il menù che abbiamo, primo secondo e contorno, lo doniamo senza pagare a chi ha bisogno. Ovviamente ci affidiamo alla "coscienza" dei clienti. Non è che mi metterò a chiedere la denuncia dei redditi, anche perché bene o male conosciamo la gente che ha davvero bisogno. Vado a fiducia – spiega Giampiero – Anche se nel commercio stiamo attraversando un momento di grande difficoltà, io credo che non bisogna girare la faccia dall'altra parte davanti a chi sta soffrendo economicamente molto più di noi che ancora un piatto di pasta a tavola lo riusciamo a mettere».

Ricordiamo che il menù d'asporto dell'Osteria Panzini varia ogni giorno. Lo trovate su Facebook e sull'app "osteriapanzini". «L'applicazione, a giorni, si troverà anche per i-Phone su Apple store; quella per Android sta già funzionando perfettamente – conclude Pigliacelli – Ci sono due menù fissi e tanti altri piatti da scegliere. Cerchiamo di mantenere un'offerta ampia affinché i nostri clienti possano sentirsi virtualmente nel nostro ristorante, con la speranza di rivederli presto seduti ai nostri tavoli».