E' Daniele Raponi una delle 5 vittime che oggi la Ciociaria piange a causa del coronavirus. L'uomo, di 53 anni, era residente a Monte San Giovanni Campano, nella popolosa frazione di Chiaiamari, dove era conosciuto da tutti e da tutti amato. Lavorava come imprenditore nel settore alimentare, gestiva un panificio che negli anni era divenuto punto di riferimento per tanti. 

Poi, a distruggere i suoi sogni, i suoi affetti, le sue amicizie, il suo lavoro, improvviso e subdolo, è arrivato lui, il mostro che tante vittime sta mietendo in Italia, nel mondo, in Ciociaria. I primi sintomi, il timore che potesse trattarsi di coronavirus, quindi l'isolamento volontario a casa per due settimane e più, giorni lunghissimi, nei quali l'imprenditore non è stato in contatto con nessuno, così evitando di contagiare altre persone. Ma tutto questo non è purtroppo bastato: la scorsa notte, infatti, il suo quadro clinico è improvvisamente peggiorato. L'uomo ha chiesto l'intervento del 118, che l'ha portato, in una disperata corsa notturna, allo "Spaziani" di Frosinone. Qui i medici hanno tentato con tutte le loro forze di strapparlo alla morte. Ma non c'è stato niente da fare: Daniele Raponi non ce l'ha fatta ed è morto in un letto del nosocomio frusinate. 

L'annuncio del decesso è stato dato alla popolazione dal sindaco Angelo Veronesi. Che sui social ha scritto: "Faccio seguito al mio comunicato di questa mattina per informarvi sull'esito del tampone effettuato sul nostro concittadino ricoverato ieri sera presso l'ospedale Spaziani di Frosinone e deceduto. Purtroppo, il tampone è risultato positivo. Alla famiglia le mie, le nostre condoglianze. Vi supplico nuovamente di restare a casa". 

Per la famiglia un dolore doppio, che accomuna tutti i parenti e amici di defunti in questo drammatico periodo che stiamo vivendo: l'impossibilità di salutare con un funerale il proprio congiunto. E infatti per Daniele Raponi domani ci sarà solo una preghiera e una benedizione del feretro, alle 11.30 presso il cimitero di Monte San Giovanni Campano, alla presenza dei soli parenti più stretti.