Trovare i nascondigli: è la vera caccia al tesoro nel mondo della polvere bianca dove le rotte dell'illecito restano le stesse ma l'identificazione di tante piazze dello spaccio (domestiche o urbane) ha portato ad avere maggiore cautela nella fase del deposito per il successivo stoccaggio.

Difficile ormai trovare quantitativi importanti tra mura domestiche, figuriamoci nelle auto in transito. Sono tanti i "pit-stop" che vengono programmati per i carichi in movimento. Le auto-staffetta sono quelle che garantiscono i brevi o medi tragitti, poi subentra la mappa dei nascondigli. E se l'ultimo carico - in ordine di tempo - è stato il chilo di hashish ritrovato nella controsoffittatura della zona bagno di Panorama (i responsabili hanno immediatamente allertato i carabinieri) mentre veniva eseguito un intervento legato alle infiltrazioni, tanti altri sono stati trovati nei posti più bizzarri. Compreso il famoso sequestro al cimitero di Cassino. Tra loculi ed epitaffi, fiori freschi e lumini, giaceva mezzo chilo di droga. Hashish e marijuana sistemata con cura e avvolta da cellophane (in una cabina elettrica) e da un... religioso silenzio!

Un'altra volta mezzo chilo di droga era in una villa bunker di Cervaro, nelle mani di un insospettabile e ancora, in altra zona dello stesso comune, droga nascosta in villa. Un chilo di marijuana - tempo fa - venne rinvenuto a San Giorgio in un casolare abitato da immigrati, in un altro caso sotto una catasta di legna, o ancora cocaina ed eroina trovate tra i ruderi e la vegetazione a San Silvestro o il mezzo chilo di roba nascosto sulle scale antincendio del Comune (palazzo Fuksas) pronto per la movida.

Una volta, due involucri in cellophane nascosti tra i cespugli, a pochi passi dal campo sportivo di San Bartolomeo, molto frequentato dai ragazzi. O l'altro carico di droga al parcheggio Multipiano sulla via per Montecassino. O ancora, ritrovamenti nel vano caldaie di palazzine o nei secchi dell'immondizia delle ville comunali nel Cassinate ma anche a Piedimonte dosi nascoste nello specchio di un ascensore. Non mancano garage e cantine.

I ritrovamenti delle forze dell'ordine danno il quadro di depositi particolari e lontani da chi, materialmente, deve smerciare. Con un distinguo: ci sono depositi durante i viaggi - i famosi pit stop - e ci sono depositi fissi, dove viene lasciato un discreto quantitativo (in genere non oltre il mezzo chilo) e i corrieri fanno mini viaggi per trasportarla nelle zone dello spaccio. Spesso vengono assoldati baby-corrieri, pagati presumibilmente anche a dosi. Ragazzi, o magari giovanissime, che portano a destinazione i carichi nascosti altrove. Poche decine di grammi, a volte molto meno, per non rischiare grosso in caso di controlli.

Varie le figure nell'azienda della droga. Una vera gerarchia come negli ambiti leciti. In un territorio strategico, una terra famosa per i suoi numerosi e articolati collegamenti (dal mare ai monti), baricentro di 4 regioni e vicinissima alla Campania laddove i comuni confinanti svolgono sicuramente un ruolo determinante per chi fa malaffari: facili da raggiungere e più "sicuri". Dalle aree che lambiscono Caserta ai centri che chiudono ad anello la città martire.