Ancora un calo per le immatricolazioni delle auto prodotte a Cassino: in un contesto nel quale il mercato europeo a febbraio cala "solo" dell'1% e il gruppo Fca nel suo complesso poco più del 5%, il vero tonfo, la "botta" che fa più rumore è quella che vede la discesa senza freni dei modelli Alfa Romeo, in particola modo Giulia e Stelvio, con il Biscione che perde oltre il 40% delle vendite rispetto a un anno fa.

Andiamo con ordine: Il mercato europeo dell'auto è calato ancora a febbraio: -1% dopo il -4,6% di gennaio, anche se, come ha evidenziato l'Acea, l'associazione europea dei costruttori, alcuni dei maggiori paesi hanno mostrato una leggera ripresa: la Germania (+2,7%), la Francia (+2,1%) e il Regno Unito (+1,4%). Invece in Spagna (-8,8%) e in Italia (-2,4%) le vendite sono diminuite per il sesto mese consecutivo. Quasi lo stesso copione nei primi due mesi dell'anno, dove le immatricolazioni nell'Unione Europea sono calate del 2,9%. Ancora una forte contrazione per Spagna (-8,4%) e l'Italia (-4,9%).

Invece le vendite sono risultate più o meno stabili in Germania (+0,6%), in Francia (+0,5%) e nel Regno Unito (-0,6%). Le nuove immatricolazioni di auto del gruppo Fca a febbraio in Europa (Ue + Efta) hanno segnato un calo del 5,2% a quota 80.213. In particolare, secondo i dati Acea (associazione dei costruttori europei di auto), le vetture a marchio Fiat hanno registrato un calo dell'11,4%, Alfa Romeo -41,4%; in controtendenza Jeep (+35,5%) e Lancia/Chrysler (+38,4%).

La quota di mercato del gruppo Fca scende cosi' al 7% dal 7,3% di un anno fa. Quanto agli altri gruppi, Volkswagen ha segnato a febbraio un calo dello 0,5%, Psa un incremento dello 0,8%, Renault +0,02%, Ford -5,4%, Daimler +4,7%, Bmw -3,5%, Toyota -2%. Nei primi due mesi del 2019, il gruppo Fca ha registrato un calo del 10% a 152.907. «Il rallentamento dell'economia europea, già in atto da alcuni mesi, potrebbe avere un impatto significativo sulla vendita di automobili nei mesi a venire», ha avvertito il presidente di Anfia, Paolo Scudieri».

Che poi ha aggiunto: «Del resto sono molti i fattori di incertezza che caratterizzano lo scenario europeo e internazionale per l'anno in corso: dalle tensioni relative alla politica commerciale Usa e al rallentamento dell'economia cinese, alle elezioni europee». In questo scenario aumentano i giorni di cassa integrazione per lo stabilimento di Cassino: a marzo gli operai varcheranno i cancelli solo dieci giorni, per aprile già sono stati annunciati quattro giorni, ma si prevede che a breve sarà annunciato un altro lungo stop dal 18 aprile al 2 maggio tra festivi e nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali.