Il prossimo 4 aprile, dalle ore 12, si terrà l'asta giudiziaria telematica per la vendita dell'industria farmaceutica Biomedica Foscama di Ferentino. Da settembre 2018, 90 lavoratori, oltre indotto, dell'azienda leader nella produzione di farmaci, o meglio di sterili per aree chemioterapiche, sono senza stipendio e da qualche mese in cassa integrazione, fortunatamente.

Dal 2010 Biomedica Foscama Group Spa ha amministrato il ramo d'azienda condotto in affitto, rilevato da una multinazionale brasiliana. Oggi purtroppo il morale di decine di lavoratori e rispettive famiglie è sotto i tacchi e forte è l'attesa dell'asta ormai vicina (l'asta telematica è un sistema di vendita competitiva con modalità sincrona, applicabile sia alle vendite giudiziarie che a quelle private, che si basa sull'utilizzo della rete internet per la manifestazione della volontà di vendita e di acquisto, secondo la disciplina prevista nell'avviso di vendita e nel regolamento di partecipazione, nel rispetto della normativa).

L'industria ferentinate, dopo il fallimento della vecchia società antecedente alla Spa, è finita in possesso del curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Frosinone e oggi è dunque in attesa dell'asta. È mistero sugli eventuali imprenditori interessati a rilevare la Biomedica.
Se ne parlava a fine 2018. Quando ci sarebbero state visite in fabbrica, ma è trascorso del tempo, che in questi casi è un fattore determinante per l'acquisto, e magari potrebbero essersi stancati di aspettare. Facciamo un passo indietro.

Il fallimento
Il fallimento della Biomedica Foscama industria chimico-farmaceutica, è stato dichiarato con sentenza del 3/7/2012 dal Tribunale di Frosinone. Il compendio aziendale, oggetto di affitto da novembre 2010, è stato retrocesso alla curatela ad ottobre 2018 dal Tribunale medesimo.
Ed allora staremo a vedere chi prenderà il timone dell'azienda. Con l'auspicio che Biomedica Foscama torni presto a pieno regime e ad indossare di nuovo i panni di azienda leader del settore farmaceutico, restituendo serenità in primo luogo ai lavoratori e proprie famiglie.