E ci risiamo. Un nuovo gesto vandalico nel cuore della città volsca. Questa volta a essere presa di mira la pavimentazione in piazza Alberto La Rocca alle spalle della centralissima piazza Santa Restituta.
Ieri molte autorità civili e militari hanno potuto costare quanto è stato compiuto dinnanzi a un'entrata laterale del luogo di culto, tanto caro ai sorani. Con l'ausilio di vernice bianca si è imbrattato lo spazio senza curarsi del rispetto dei luoghi comuni. I referenti del comitato legato alla Santa Patrona di Sora si sono detti indignati non solo per l'accaduto, che a quanto da loro dichiarato dovrebbe risalire a dieci giorni fa, ma specie perché dal Comune di Sora prontamente informato dello sfregio, nessuno si è recato neppure per un sopralluogo.

Anche i residenti alzano la voce.
«Ma è mai possibile che questa città sia terra di nessuno? -dicono dei cittadini che abitano nei pressi di piazza Alberto La Rocca- Ogni sabato sera i nostri vicoli diventano una discarica di bottiglie di alcolici.
Sono i giovanissimi che oltre a schiamazzi, alzano il gomito. In queste settimane abbiamo visto sorgere un cantiere per la riqualificazione dell'area vicino piazza Santa Restituta. Ci auguriamo che l'amministrazione comunale provveda a installare delle telecamere, per farci stare tranquilli e allontanare i delinquenti dal centro storico, ma anche beccarli in possesso di droghe dato che il controllo è sempre poco -continua il gruppo- Con gli occhi elettronici attivi l'imbrattamento davanti la chiesa non sarebbe accaduto. A Isola del Liri il Comune ha collocato le telecamere. Perché a Sora non è possibile?».

Ma basta fare un giro in città e ascoltare i cittadini per cogliere dell'amaro sullo stato di gestione degli spazi comuni, dalla segnaletica che in alcune strade è fatiscente, ma anche sul decoro che lascia a desiderare. «Sono un nonno che accompagna la sua nipotina a scuola tutti i giorni a piedi. Ma è possibile che nessuno sia stato in grado di mettere in sicurezza il marciapiede che porta all'ingresso della scuola media Facchini, dai massi caduti dal perimetro di recinzione dell'edificio che prima ospitava l'ospedale? -continua l'uomo- È più di un mese che lo stato delle cose non cambia. Spero che il mio appello rivolto all'ente di corso Volsci si tramuti in un invito non solo a vigilare, ma anche a risolvere la problematica prima che qualcuno si faccia male».