Consiglio sul Punto di Primo Intervento e sul Pronto Soccorso, sconcerto di alcuni ma desiderio comune di votare la delibera. La seduta consiliare di ieri, convocata per deliberare la "diffida" ad annullare il declassamento del Ppi in Pat, annullando la deliberazione numero 1363/2018 e adottare gli atti conseguenti al ripristino della situazione quo ante" e ancora "di chiedere formalmente alla Regione Lazio l'istituzione di un Presidio Ospedaliero con annesso Pronto Soccorso …", ha fatto registrare momenti di tensione.

I consiglieri di opposizione, nessuno escluso, hanno promesso il voto a favore, precisando e proponendo modifiche talvolta sostanziali. La minoranza, soprattutto per bocca di Valeriano Tasca, ha palesato alcune incongruenze tali da inficiare qualsiasi possibilità di poter chiedere il Pronto Soccorso, e lo stesso Nello Di Giulio ha dato man forte al capogruppo di Casapound.

La maggioranza, con il sindaco Natalia che è intervenuto continuamente ed il presidente De Luca che ha mediato, ha chiesto di votare magari dopo aver apportato le modifiche richieste. Sandra Tagliaboschi ha proposto emendamenti dal sapore politico, rigettati con garbo ma fermezza. Il dispositivo proposto dalla maggioranza, secondo i contestatori cozzava contro le prescrizioni nazionali e regionali, e senza opportune modifiche la delibera avrebbe potuto avere un effetto suicida.

La discussione, che ha costretto l'assise ad interrompere la seduta per diverso tempo, si è indirizzata soprattutto su dati tecnici, sbagliando i quali per l'ospedale di Anagni non ci sarebbe alcuna possibilità di resurrezione. Daniele Natalia ha dimostrato ampia disponibilità, ribadendo di essere disposto a tutto pur di riuscire ad avere una struttura sanitaria degna di questo nome. Tra il pubblico, il consigliere regionale Loreto Marcelli, assieme a numerosi medici della città dei papi. Il nuovo segretario generale Alberto Vinci, al suo esordio, ha decantato le bellezze di Anagni dichiarandosi felice del nuovo impegnativo compito affidatogli.