Il Levantino, intanto. Questo dovrebbe essere il primo nuovo modello a sbarcare sulla piattaforma Giorgio nel primo semestre del 2019: si tratta di un grande Suv, erede di Stelvio, ma a marchio Maserati. Sarà poi la volta del restilyng della Giulietta e, infine, la Gran Turismo Veloce. Insieme a Giulia e Stelvio che sono già in produzione, questi nuovi modelli dovrebbero garantire allo stabilimento Fca di Cassino la saturazione dello stabilimento con il rientro, a partire dal prossimo anno, dei 532 ex interinali che da ottobre scorso sono stati messi alla porta.

Ma finora si tratta solo di indiscrezioni: si sono susseguite durante il periodo estivo con insistenza, ma adesso che la fabbrica ai piedi dell'Abbazia ha riacceso i motori con la produzione di Giulia e Stelvio (Giulietta riprenderà il 4 settembre), i sindacati hanno preso carta e penna ed hanno formalizzato una richiesta ufficiale di incontro ai vertici aziendali. Fismic, Uilm e Fim-Cisl intendono insomma sapere quali modelli in concreto partiranno. E quando, soprattutto. «Al momento siamo fermi alle indiscrezioni» ammette infatti Mirko Marsella della Fim-Cisl che evidenzia però come il clima sia più che positivo e qualcosa effettivamente bolle in pentola. «Erano anni che le ferie estive non duravano solo due settimane, prima con la cassa integrazione i lavoratori erano costretti a restare a casa oltre un mese. Ed anche per settembre non abbiamo comunicazioni di cassa integrazione su Giulia e Stelvio, solo tre giorni su Giulietta».

Gli fa eco Francesco Giangrande della Uilm che spiega: «Sono abbastanza fiducioso che Cassino avrà i modelli necessari per la saturazione. Non sappiamo se, come trapela da indiscrezioni i modelli saranno il Grande Suv e la Gran Turismo Veloce. Io credo che almeno uno dei modelli sarà ibrido. E, come da accordi presi con l'azienda, prima dell'estate prossimo sono fiducioso che ci sarà il primo modello e il rientro dei 532 ex interinali».
Il clima sembra positivo: anche le fabbriche dell'indotto già da lunedì scorso hanno regolarmente richiamato in fabbrica i lavoratori con contratto a tempo determinato.

A preoccupare non è la nuova governance: tutti sono abbastanza fiduciosi che si continuerà a puntare su Cassino per portare avanti il piano Alfa Romeo voluto da Marchionne. La vera preoccupazione si chiama Trump, Donald Trump. Un'incognita, quella del presidente Usa e dei dazi minacciati, che fa tremare i polsi. E vediamo perchè.

I dazi Usa stroncano Cassino
Lo spiega bene il quotidiano economico e finanziario "Investire Oggi" che punta i riflettori proprio sui marchi automobilistici cassinati Alfa e Maserati, e spiega: «Alfa Romeo e Maserati potrebbero essere due delle case automobilistiche più colpite dai provvedimenti del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il numero uno della casa Bianca di recente ha promesso che intende mettere una tassa del 25% sulle auto importate dall'Europa. Questo provvedimento dunque rischia di aumentare di molto il prezzo delle vetture vendute dalle due importanti case automobilistiche italiane che fanno parte del gruppo Fiat Chrysler Automobiles.
Ovviamente una situazione simile porterebbe ad un calo delle vendite piuttosto massiccio. Questo proprio ora che le vendite di Alfa Romeo avevano cominciato a decollare grazie all'arrivo negli Usa della berlina Giulia e del Suv Stelvio. Alfa Romeo ha venduto più di 14 mila unità negli Usa nel 2018, mentre Maserati, ha immatricolato all'incirca 6.500 unità con un piccolo calo rispetto al 2017». Mirko Marsella della Fim Cisl argomenta: «Noi purtroppo siamo impotenti, ma vedo che anche l'Ue e il governo italiano ancora tacciono. E ciò ci preoccupa».