Il primo via libera all'iter per la realizzazione della strada a servizio dello stadio comunale "Città di Frosinone - Benito Stirpe" è arrivato. L'esito positivo è scaturito ieri dalla riunione che si è volta a Roma tra la delegazione del Comune di Frosinone, capeggiata dal vice sindaco e assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Fabio Tagliaferri, e composta dal dirigente del settore Elio Noce, dal funzionario Benito Caringi e dall'agronomo Giuseppe Sarraccino, e l'ingegnere Maria Luisa Salvatori, dirigente dell'Area Urbanistica, Copianificazione e programmazione negoziata per le province di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo e dell'Area Autorizzazioni Paesaggistiche e Valutazione Ambientale Strategica presso la Direzione Regionale Territorio, Mobilità e Rifiuti della Regione Lazio, coadiuvata da Manuela Manetti, direttore regionale del settore Territorio, Urbanistica e Mobilità. Nell'occasione è stata esaminata tutta la corposa documentazione elaborata e collazionata in ben tre faldoni, inerente l'opera.
«A seguito della riunione, possiamo affermare che la procedura di realizzazione della strada - ha dichiarato Tagliaferri - è ormai a buon punto. Gli uffici della dirigente Maria Luisa Salvatori hanno confermato la validità della documentazione redatta dal Comune, secondo la quale la strada in questione rientra tra gli interventi di completamento di un'opera pubblica già esistente, ossia lo stadio comunale "Benito Stirpe"».
I motivi ostativi alla positiva conclusione del procedimento attivato dal Comune, infatti, erano stati rappresentati, fino a ieri, dalla non ammissibilità della richiesta dell'ente di piazza VI dicembre in quanto il progetto della strada non sarebbe stato conforme alle disposizioni paesaggistiche specificatamente indicate all'articolo 38 (protezione delle aree boschive) delle norme del Piano Territoriale Paesistico Regionale, che prevede che, «nei territori boscati, la realizzazione di nuove infrastrutture di viabilità locale non è consentita e che queste, qualora realizzate, andrebbero a pregiudicare il carattere naturale dell'area boscata presente». Sostanzialmente, all'inizio, l'arteria di collegamento tra viale Michelangelo e viale Olimpia era nata come opera di interesse pubblico connessa alla proposta di un privato che nei dintorni dovrebbe realizzare una struttura ricettiva alberghiera e la cui realizzazione sarebbe stata a carico sempre del privato proponente, funzionale non soltanto all'intervento edilizio privato, e avrebbe avuto anche i crismi di infrastruttura necessaria alla zona "Centro Studi-Centro Sportivo" come strada di servizio per l'adiacente stadio di calcio. Inquadrata così la via era, quindi, un'opera nuova che non rientrava nei parametri fissati dal Ptpr della Regione Lazio e della normativa vigente di settore. Per uscire dall'impasse l'unica soluzione praticabile venuta fuori dal tavolo tecnico di confronto, quasi permanente, attivo da mesi, e proposta dal Comune di Frosinone già più di un anno fa, sarebbe stata quella di un cambio di prospettiva e di impostazione dell'istanza da avanzare. La norma di riferimento, a questo punto, sarebbe diventata l'articolo 18 ter (Interventi sul patrimonio edilizio esistente e sulle infrastrutture) che prevede che «fermo restando l'obbligo di richiedere l'autorizzazione paesistica di cui all'articolo 25, nelle zone sottoposte a vincolo paesistico sono comunque consentiti», come scritto alla lettera C «gli adeguamenti funzionali e le opere di completamento delle infrastrutture e delle strutture pubbliche esistenti, ivi compresi gli impianti tecnologici, gli impianti per la distribuzione dei carburanti, nonché gli interventi strettamente connessi ad adeguamenti derivanti da disposizioni legislative, previo espletamento della procedura di valutazione di impatto ambientale, ove prevista, ovvero previa presentazione del Sip ai sensi degli articoli 29 e 30; tali adeguamenti ed opere di completamento possono essere effettuati anche in deroga alle disposizioni contenute nelle classificazioni di zona dei Ptp o del Ptpr». La strada sarebbe stata classificata, quindi, come intervento di adeguamento funzionale e di completamento dello stadio e del vicino palazzetto dello sport e non più come nuova opera. Così con questo cambio di prospettiva, ribadito ieri, si è ottenuto il primo via libera dalla Regione. Ora partirà l'iter che si concluderà, dopo aver ottenuto i pareri favorevoli della Regione e della Sopritendenza, con l'approvazione della variante urbanistica da parte della Provincia di Frosinone. I tempi per la conclusione del complesso iter burocratico, salvo intoppi, sono stimati in un paio di mesi. Dopodiché si potrà dare luogo alla gara per l'appalto dei lavori della strada, della lunghezza di 300 metri circa, che sarà costruita, per il costo di 624.134,38 euro, da un privato, nell'ambito dell'autorizzazione ex articolo 28, che realizzerà, nelle vicinanze dello stadio, un albergo-centro sportivo e un campo da golf mediante la ristrutturazione di un edificio industriale dismesso, o, qualora questa ipotesi non fosse praticabile, dal Comune che ha già individuato i capitoli di bilancio da cui attingere le risorse. «Nel corso della riunione tra i responsabili degli uffici tecnici della Regione Lazio e del Comune di Frosinone è stato concordato l'iter da seguire per la realizzazione del nuovo collegamento viario per lo stadio del Frosinone calcio. Il tratto di strada fra viale Olimpia e viale Michelangelo consentirà di agevolare l'accesso delle tifoserie ospiti, migliorando le condizioni di sicurezza e la viabilità della zona». Ha dichiarato Massimiliano Valeriani, assessore all'Urbanistica della Regione Lazio. «L'Amministrazione comunale – continua Valeriani - presenterà l'istanza per il completamento dell'opera pubblica nel corso della prossima settimana, perfezionando la domanda con le integrazioni richieste dagli uffici regionali, che in tempi brevi procederanno poi al completamento del processo amministrativo. La positiva collaborazione istituzionale ha permesso di condividere un percorso – conclude l'assessore regionale – con l'obiettivo di rispondere in modo adeguato e tempestivo alle esigenze di cittadini, tifosi e operatori sportivi» ha concluso Valeriani. L'area boscata da eliminare per fare posto alla strada è occupata per il 60% da acacia comune e per il 13% da vegetazione arbustiva rappresentata da canna comune e rovi: per oltre il 70%, e precisamente per circa 1.400 mq, l'area è occupata da piante infestanti. Il Comune di Frosinone, a recupero del verde che si andrà a perdere, piantumerà nel medesimo bacino e nell'area di Fontanelle un bosco con specie di provenienza autoctona, di estensione superiore a quella disboscata per 3.600 mq con 250 piante autoctone (tra cui 150 alberi e 50 arbusti) di indubbio valore naturalistico, quali querce, olmi, salici e aceri quanto agli alberi, prunus spinosa e ginestra.