Anagni
26.10.2025 - 20:00
L’ingresso dello stabilimento Novo Nordisk di Anagni
Cambio ai vertici del gruppo Novo Nordisk, una rivoluzione annunciata che preoccupa ulteriormente lavoratori e sindacati dopo l’annuncio di novemila esuberi che il colosso farmaceutico danese intende tagliare sui circa 64.000 dipendenti che la multinazionale ha nei suoi sette stabilimenti dislocati in tutto il mondo. Nonostante le rassicurazioni che il vicepresidente esecutivo Erik Lorin Rasmussen ha ribadito al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e ai lavoratori sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul futuro del sito di Anagni, il terremoto che sta per ridisegnare i ruoli apicali del gruppo genera perplessità e aumenta la tensione.
Le divergenze tra l’attuale board della multinazionale e la Fondazione Novo Nordisk, azionista di maggioranza dell’azienda, hanno raggiunto il punto di non ritorno. Tanto che l’attuale presidente Helge Lund, il suo vice Henrik Poulsen e cinque amministratori indipendenti hanno annunciato di non ricandidarsi all’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il 14 novembre prossimo. Le indiscrezioni concordano nel prevedere il ritorno in sella dell’ex ceo Lars Rebien Sørensen, che ha già guidato l’azienda per sei anni dal 2000 al 2016 prima di diventare chair della Fondazione Novo Nordisk. Dovrebbe essere lui il nuovo presidente del consiglio d’amministrazione, con il compito di orientare le scelte strategiche del gruppo in un frangente difficile, segnato dalla concorrenza americana sui farmaci anti obesità e dai dazi imposti dall’amministrazione Trump.
L’azienda ha garantito che il sito anagnino manterrà tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Ma quelli con contratto a termine, per lo più interinali, continuano ad andare a casa. La UilTemp Lazio si dice molto preoccupata: “Solo nella giornata di ieri (venerdì scorso) - scrive il sindacato in una nota - cinquanta tra lavoratrici e lavoratori hanno visto terminare il loro contratto. E ulteriori cessazioni sono previste nei prossimi giorni, lasciando temere che questo possa rappresentare solo l’inizio di un processo destinato a coinvolgere oltre trecento addetti. La decisione di interrompere la produzione del farmaco ‘Wegovy’, che avrebbe dovuto rendere strategico il sito ciociaro, rappresenta un segnale allarmante”.
«Nonostante le rassicurazioni generiche fornite dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca - afferma Viviana De Nichilo, segretaria UilTemp Lazio - ad oggi non siamo a conoscenza di alcun piano concreto che possa confermarcele. A fronte di annunci e promesse di sviluppo, si rischia invece un drammatico ridimensionamento che colpisce in primo luogo i lavoratori in somministrazione: la UilTemp si è già attivata nei confronti dell’azienda e delle agenzie per il lavoro coinvolte, sollecitando l’apertura di un tavolo urgente di confronto>.
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