Alloggi popolari e Corte dei conti: il Comune cerca di incassare ma è in corso la procedura di appello. Il 16 gennaio scorso, con la delibera numero 11, la giunta Bassetta (assenti i due assessori donna Simona Pampanelli e Alessandra Cecilia) ha ribadito l'incarico al dottor Domenico Parretta, comandante della Polizia locale di Anagni, affinché provveda a incassare le somme da recuperare in ossequio alla sentenza 228/2016 a carico di Franco Fiorito (350.000 euro, Carlo Noto (40.000) e Antonio Salvatori (10.000).  La vicenda ha origine in tempi ormai lontani. All'inizio degli anni ‘80 il Comune acquistò dalla ditta Iucci, con finanziamento a carico dello Stato, 36 alloggi di edilizia residenziale pubblica in via Pistone Tofe. Gli alloggi erano destinati a soggetti con sfratto esecutivo (non per morosità), che avrebbero potuti utilizzarli per un periodo di tempo limitato. La notizia fece rapidamente il giro dello Stivale e in breve giunsero nella città dei papi decine di sfrattati, con procedura seguita dallo stesso avvocato. Accadde così che le due palazzine, una sorta di "condominio (quasi) rosso", si riempirono di botto di inquilini. Qualcuno pagava regolarmente il canone d'affitto, la maggior parte no. Alla fine degli anni ‘90, la Regione Lazio decise di concedere la sanatoria per gli occupanti, delegando i comuni a procedere. Ma ci furono delle lungaggini e la Corte dei conti addebitò ai sindaci dell'epoca a cui si riferivano i fatti, Franco Fiorito e Carlo Noto, e ad alcuni loro collaboratori il mancato incasso dei canoni causato dal ritardo nell'iter di assegnazione degli alloggi in questione.
Vi furono dei ricorsi e gli inquilini sottoscrissero il piano di pagamento degli arretrati, ma la Corte dei conti fu irremovibile emettendo la sentenza numero 228. Il 26 settembre 2017, nonostante il ricorso in appello, la giunta del sindaco Bassetta incaricò Parretta di procedere all'incasso delle somme; il comandante della Polizia locale, però, si rifiutò dichiarandosi "incompatibile". Niente da fare: Bassetta e i suoi, forti del parere del segretario comunale Saccoccia, hanno ribadito quanto già stabilito con la delibera di giunta numero 11 del gennaio scorso.
Una situazione certamente non bella, che anzi sa di grottesco e di paradossale. E che probabilmente ha, almeno in parte, ha un movente politico. Staremo a vedere.