Omicidio Bricca
21.04.2026 - 09:30
Il momento della decisione della Corte d’assise FOTO MASSIMO SCACCIA
Omicidio di Thomas Bricca, la sentenza il 22 maggio. È quanto emerso dopo l’udienza di ieri davanti alla Corte d’assise d’appello chiamata a giudicare Roberto e Mattia Toson. Padre e figlio sono stati condannati, in primo grado, con l’accusa di omicidio volontario, all’ergastolo e a 24 anni di reclusione. L’udienza è stata dedicata al consulente tecnico della Corte. All’ingegner Claudio Alati è stato chiesto di studiare le celle telefoniche di Alatri con riferimento alla possibilità che una possa o meno essersi agganciata in alcuni punti nel percorso compiuto dallo scooter utilizzato per sparare e uccidere Thomas la sera del 30 gennaio 2023. Il perito doveva ricostruire gli spostamenti degli imputati dalle ore 15 alle 21 di quel giorno, valutare i tempi di permanenza nelle varie località dove sono stati avvistati e concentrarsi sui momenti in cui il telefono è rimasto accesso per l’ultima volta, prima di essere spento, poco prima delle 20. Altra valutazione richiesta sui filmati della videosorveglianza, sulla reale copertura delle zone d’interesse investigativo e sul mancato funzionamento per alcuni minuti della telecamera alla stazione che avrebbe potuto immortalare un passaggio della fuga dei killer. Il perito doveva pure verificare le caratteristiche di casco e scarpe del passeggero.
Per quanto riguarda le celle telefoniche, i periti concordano sul fatto che possa parlarsi solo di compatibilità astratta. Questo perché le variabili sono tante e non c’è possibilità che una cella dia una localizzazione precisa sulla presenza fisica in un determinato punto. Per cui la conclusione del perito è stata che è più facile dire dove Mattia non stava quel giorno piuttosto che dove stava. Con riferimento al momento in cui viene impegnato il telefono di Mattia, prima di essere spento, tra le 19.42 e le 19.50, termine della connessione, risultano agganciate prima la cella di Civita Bottino e poi quella di Monte Lungo. Entrambe coprono Vicero (la contrada dove abitano i nonni di Mattia) e Alatri centro, e si sovrappongono tranne che per Fontana Scurano non coperta dalla cella di Civita Bottino. Un altro punto importante da esaminare era relativo al file corrotto, forse per un rimbalzo di segnale, delle telecamere della stazione. Finora, si è sempre detto che c’è un salto che non permette di vedere i minuti in cui ci sarebbe stato - secondo l’accusa - il passaggio in auto di Mattia che lascia il padre poi diretto a piedi a casa. Il consulente della difesa, che sarà sentito la prossima udienza, sostiene che è stato possibile estrapolare dei frame tra le 19.49 e le 19.55 e in questi non ci vedrebbe il passaggio dei Toson. Il perito della Corte, che su quei minuti - oggetto di una richiesta di integrazione dei quesiti da parte della difesa, rappresentata dagli avvocati Angelo Testa e Umberto Pappadia - non si è soffermato, effettuerà un’integrazione e una verifica mirata in attesa poi che, il 22 maggio, venga sentito proprio il consulente della difesa.
Un passaggio sui filmati dello scooter con a bordo i killer. Dall’analisi delle immagini, secondo il consulente, si può concludere che le scarpe del passeggero siano bianche e il casco di colore chiaro. Lo stesso consulente, parlando della prevalenza del bianco, non ha escluso che entrambi gli oggetti possano avere degli inserti colorati al loro interno. Sentito anche il consulente della parte civile rappresentata da Paolo Bricca, Marco Zonaro. Questi ha fatto delle specifiche con riferimento al contapassi del cellulare di Mattia, sulle celle telefoniche, ribadendo che l’ultima cella agganciata dal telefono di Mattia prima di spegnersi è quella di Monte Lungo. Per il perito ciò sarebbe compatibile con una presenza sul luogo del delitto. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Nicola Ottaviani per la madre, Marilena Colagiacomo per il padre e la sorella, Eugenia De Cesaris per il Comune di Alatri.
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