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L'intervento

Statue decapitate, Santo Marcianò: «Fatti strani e inquietanti»

Le parole e l’appello del vescovo delle due diocesi

Statue decapitate, Santo Marcianò: «Fatti strani e inquietanti»

L’insediamento del vescovo Santo Marcianò ieri nella cattedrale di Santa Maria FOTO MASSIMO SCACCIA

Un’ondata inquietante di atti di profanazione torna a colpire i luoghi di culto nelle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, seminando smarrimento e preoccupazione nelle comunità. Episodi ravvicinati, ancora avvolti da contorni incerti, che interrogano fedeli e istituzioni. Ieri pomeriggio abbiamo incontrato il vescovo, monsignore Santo Marcianò, durante un evento con i bambini a Castelmassimo, a Veroli. Poche ore prima la notizia di altri due episodi: a Pofi è stata danneggiata la statua della Madonna del Carmine, mentre a Ceccano prese di mira l’effige del Sacro Cuore, della Madonna di Santa Maria a Fiume e una statua di Padre Pio. Il vescovo, dopo i sorrisi e gli abbracci scambiati con i piccoli fedeli delle due diocesi, ha risposto alle nostre domande, riconoscendo la natura profondamente inquietante di quanto accaduto, ma richiamando alla prudenza e alla vigilanza.

Nelle ultime ore si sono verificati altri atti di profanazione...

«Sono fatti strani, io non riesco a dare una definizione. Ovviamente sono fatti inquietanti, soprattutto se avessero come causa qualcosa che sia legata al disprezzo della religione. Questo inquieterebbe ancora di più».

Sono in corso indagini da parte di carabinieri e polizia...

«Le forze dell’ordine stanno svolgendo le indagini per cercare di fare luce su quanto sta accadendo. Non me la sento in questo momento di dare giudizi, e mi auguro che presto le forze dell’ordine ci dicano di cosa si tratti».

In una lettera scritta ai fedeli e ai sacerdoti ha invitato alla vigilanza...

«Bisogna stare con gli occhi aperti, non abbassare la guardia; capire di cosa si tratta e poi cercare una soluzione, perché si stanno verificando tanti casi. Sono stati registrati otto casi tra le due diocesi di Anagni e Frosinone. Potrebbe essere un caso, come potrebbe trattarsi di qualcosa di più inquietante e significativo».

Le comunità stanno rispondendo con preghiere e fede...

«Come comunità cristiane si sta procedendo a una preghiera più intensa e riparativa. La sensibilizzazione del popolo sta avvenendo attraverso la comunicazione dei parroci, la lettera che ho scritto chiedendo maggiore vigilanza all’interno delle chiese. Non allarmiamoci ancora, ma teniamo gli occhi aperti. La distruzione di una statua o il disordine in una chiesa ci ricordano che la nostra missione va oltre le mura di pietra. Se le mani possono scalfire il gesso o il legno, non devono poter intaccare la solidità della nostra speranza».

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