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Droga, indagini sul maxi carico

Dopo il sequestro di 637 chili di hashish e l’arresto di madre e figli, fari su provenienza e destinazione. La polizia studia gli elementi acquisiti per ricostruire il viaggio e risalire a chi ha gestito l’operazione

Droga, indagini sul maxi carico

Sequestro di 637 chilogrammi di hashish, si indaga a tutto campo. Dopo gli arresti di madre e due figli, operati dalla squadra mobile di Roma, in collaborazione con quella di Frosinone, la polizia si concentra su provenienza e destinazione del maxi carico.

Che l’intera partita fosse destinata al mercato ciociaro appare improbabile. Per la quantità sequestrata (uno dei maggiori sequestri effettuati in provincia ma non il più grande) ma anche per il fatto che, ora, generalmente le organizzazioni che operano sul territorio preferiscono puntare su piccoli e frequenti rifornimenti, data anche la vicinanza con Roma e Napoli, le principali piazze di approvvigionamento. Una tecnica che consente di far fronte alle richieste del mercato per brevi periodi, tra i 7 e i 10 giorni, prima di rifornirsi nuovamente. Del resto, da un punto di visto economico, ma anche processuale, un conto è essere fermati con 50 grammi di stupefacente, un altro con 637 chilogrammi. Il rischio per chi gestisce il traffico non vale la perdita che, in questo caso, si aggira sui 3,5 milioni di euro. Stessa cosa per chi viene sorpreso dalle forze dell’ordine. Ovvio che in caso di condanna c’è una bella differenza.

Ecco allora che gli scenari potrebbero essere completamente diversi. La prima ipotesi è che i tre arrestati (Mafalda Grande, 63 anni, e i figli Angela, 32, e Giuseppe Arduini, 29), tutti incensurati, potrebbero aver detenuto l’enorme quantitativo di hashish per conto di altri. Su cui ora si concentra l’attenzione delle squadre mobili capitolina e frusinate. Un altro elemento da valutare è come e perché l’hashish sia arrivato proprio a Patrica, in zona Tomacella. Tra le ipotesi più plausibili, trattandosi di hashish, è che la merce sia partita dal Marocco, probabilmente sbarcata in Spagna e da lì trasportata con un mezzo pesante attraverso la Francia fino alla Ciociaria. Caccia, dunque, anche al trasportatore. Tornando all’aspetto economico, visto l’ingente valore dello stupefacente sequestrato, dietro deve esserci necessariamente un’organizzazione di un certo livello, in grado di muovere milioni di euro. Il maxi sequestro di Patrica, pur risultando eccezionale, non è un unicum in provincia di Frosinone dove, negli ultimi anni, si sono registrati altri sequestri di enormi carichi di droga.

È successo così il 10 gennaio 2014, nell’area industriale di Ferentino, dove ancora le squadre mobili di Roma e Frosinone intercettarono un camion che trasportava 670 chili di marijuana. Era nascosta in un blocco di marmo da 20 tonnellate, alto 2,85 metri e profondo 2,10 che venne spostato da una gru e poi sezionato dai vigili del fuoco. In quell’occasione furono arrestati cinque albanesi. Il 17 agosto dello stesso anno i carabinieri di Anagni e Massa misero le mani su 456 chili di hashish trasportato da un articolato con targa spagnola, condotto da due romeni, poi arrestati. L’anno dopo, invece, a dicembre, a Cassino fu intercettato un carico da 450 chili di marijuana. Alle volte questi grossi carichi di sostanze stupefacente sono stati intercettati in autostrada, altro canale dove viaggiano costanti flussi di sostanze stupefacenti.

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