Frosinone
01.04.2026 - 10:15
Scuola Pietrobono, respinto anche il reclamo del Comune. Ennesimo stop da parte del tribunale di Frosinone all’amministrazione comunale sulla vicenda della mancata regolarizzazione dell’esproprio del terreno su cui sorge la scuola media. Scuola, per la quale da due mesi ora il Comune sta pagando un affitto da 2.000 euro mensili, e che rischia di finire all’asta. La strategia dell’ente di dare battaglia su tutta la linea al momento non ha sortito effetti positivi. Il Comune ha scelto di impugnare, con reclamo davanti al collegio, la pronuncia del giudice dell’esecuzione del tribunale di Frosinone che aveva stabilito il rilascio dell’immobile di via Puccini, finito nel bel mezzo di una procedura fallimentare. Nel frattempo, il provvedimento dopo l’accordo a pagare l’affitto è stato sospeso in modo da consentire la prosecuzione dell’anno scolastico. Tuttavia, nel definire il reclamo presentato dal Comune di Frosinone il tribunale in composizione collegiale ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato l’ente alle spese in favore delle varie parti in causa per circa 18.000 euro.
Oggi, intanto, davanti al giudice dell’esecuzione è prevista una nuova udienza per il procedimento di opposizione di terzo, avanzato sempre dal Comune, contro l’ordinanza dello stesso giudice che stabiliva il rilascio dell’immobile. La scelta di proporre reclamo era stata così giustificata dalla giunta Mastrangeli: «Nell’ambito della strategia difensiva e a seguito dello studio della causa, si è resa necessaria la proposizione anche di reclamo, atto indispensabile per la piena tutela degli interessi dell’ente e per evitare il rilascio immediato del plesso scolastico». Nel frattempo, dopo l’ultima udienza, è intervenuto il via libera per il pagamento del canone: «in accoglimento della richiesta avanzata dal Comune di Frosinone, al fine di garantire la continuità del servizio pubblico», si legge nella determina dirigenziale di autorizzazione del pagamento della seconda rata dell’affitto, il giudice dell’esecuzione «disponeva la sospensione della vendita dell’immobile, a fronte della corresponsione da parte di questo ente, con decorrenza dal mese di febbraio 2026, della somma di 2.000 euro mensili a titolo di indennità di occupazione per il godimento» dell’immobile. L’ente si è comunque riservato la possibilità «di esercitare il diritto alla ripetizione degli importi versati in caso di accoglimento delle opposizioni pendenti davanti alle competenti sedi giudiziarie».
Va ricordato che il giudice dell’esecuzione Simona Di Nicola ha respinto l’acquisizione sanante promossa dal Comune sul presupposto che non sia applicabile in via retroattiva e, dunque, non opponibile alla trascrizione effettuata dalla curatela fallimentare. Dal canto suo, negli anni, il Comune (di fatto proprietario dell’istituto da un cinquantennio) non ha mai formalizzato l’esproprio del terreno sul quale, negli anni Settanta, è stato costruito il complesso scolastico.
Oggi, invece, ci sarà una nuova udienza per l’opposizione di terzo avanzata dall’amministrazione contro l’ordinanza dello stesso magistrato. Non è escluso che dell’intera vicenda possa occuparsene anche la Corte dei conti per i profili di danno erariale.
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