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La vicenda

Tentano di truffare un prete con un prelievo da quasi 5.000 euro

Ha ricevuto un avviso circa un prelievo di 4.950 euro e l’invito a contattare l’assistenza se non fosse stato lui. È stato poi indirizzato al numero del comando carabinieri a cui i truffatori erano riusciti a collegarsi

Tentano di truffare un prete con un prelievo da quasi 5.000 euro

Tentano di truffare un sacerdote di una parrocchia di un paese della provincia di Frosinone. Il prete viene addirittura collegato telefonicamente al vero numero del centralino del comando carabinieri di Frosinone, ma si è trattato di un caso di spoofing. Quando il sacerdote riprova a chiamare una seconda volta, rispondono i veri militari i quali confermano che il nome dell’interlocutore, presentatosi come un appartenente alle forze dell’ordine del reparto antitruffa, non esisteva e che si trattava di un raggiro.

La ricostruzione

Il parroco stava facendo il giro delle abitazioni per le benedizioni alle famiglie quando, ieri mattina, ha ricevuto un falso messaggio a nome di Nexi, uno dei maggiori player nel mercato delle soluzioni di pagamento digitale, ovviamente azienda ignara del raggiro. Tramite messaggio era stato comunicato al parroco del prelevamento della somma di 4950 euro e invitato a contattare subito il numero dell’assistenza qualora non ne sapesse nulla. Il sacerdote ha contattato il numero ed è finito a parlare con quello che si è spacciato per un carabiniere. Al sacerdote è stato chiesto di fornire alcuni dati tra cui il codice fiscale che però, fortunatamente, non ricordava. A quel punto ha detto al suo interlocutore che si sarebbero risentiti intorno all’ora di pranzo. Il sacerdote, intorno alle 13.30, ha quindi chiamato il numero del comando provinciale carabinieri di Frosinone.

La prima chiamata, che aveva fatto in mattinata, risultava provenire proprio dall’utenza del comando, ma si è trattato di un caso di spoofing telefonico, la tecnica con cui i truffatori falsificano il numero chiamante per farlo apparire autentico. Nel secondo tentativo, invece, hanno risposto i veri carabinieri che hanno confermato che si trattava di una truffa, che nessun militare aveva parlato con il sacerdote, tantomeno attraverso il loro centralino. Il prete ha rivolto anche un appello ai cittadini invitandoli a non cadere nella trappola dei truffatori e a prestare attenzione. Stesso invito rivolto dai veri militari che in più occasioni hanno messo in guardia la popolazione ricordando che nessun appartenente alle forze dell’ordine, personale di istituti bancari o delle Poste chiedono dati e documenti telefonicamente.

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