Cassino
21.03.2026 - 13:18
Non è soltanto la voce dei lavoratori a levarsi, ma quella corale di un intero sistema territoriale che, compatto, rivendica futuro e dignità industriale. A Cassino, il corteo in difesa dello stabilimento Stellantis si è trasformato in una manifestazione di proposta e consapevolezza collettiva, dove sindacati, istituzioni e associazioni imprenditoriali hanno marciato fianco a fianco, segnando un passaggio non rituale ma profondamente politico ed economico. Sullo sfondo, la crisi di Cassino Plant non appare più come una turbolenza temporanea, bensì come il sintomo di un arretramento industriale che interpella responsabilità nazionali e strategie di lungo periodo.
Non solo i sindacati ma anche le associazioni degli imprenditori hanno partecipato al corteo. Per Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, «noi ci siamo perché si tratta di una manifestazione di proposta». Celletti evidenzia il ruolo del sistema industriale dell’indotto, non più costituito da aziende satellite come negli anni Ottanta ma rappresentato da un vero sistema industriale di eccellenza che si è affrancato dalla monofornitura ed è cresciuto al punto di produrre da Cassino per quasi tutti i principali brand continentali. «Stellantis ha un ruolo importante - spiega Celletti - ma altrettanto importante è il ruolo di un indotto che oggi è in sofferenza. Il costruttore mette assieme un sistema complesso ma all’interno di quel sistema buona parte dell’innovazione la garantisce la fornitura. E la capacità di innovare garantita dall’indotto cassinate è innegabile quanto strategica». Unindustria invita Stellantis ad osservare il contesto nel quale agisce il suo stabilimento Cassino Plant. «Non vogliamo imporre nulla, l’impresa è libera ma chiediamo di tenere in considerazione il contesto in cui si inserisce Cassino: il contesto del Lazio Meridionale è l’ideale non solo per gli aspetti logistici con la presenza di una rete autostradale e una ferroviaria praticamente attaccate allo stabilimento. Ma più ancora per un capitale umano che è capace di guardare al futuro grazie all’Università di Cassino».
Presente anche il sub commissario del Consorzio industriale del Lazio Riccardo Roscia. Ha parlato di un dovere civile prima che politico essere presente a Cassino alla manifestazione convocata dai sindacati a sostegno dello stabilimento Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd e consigliera regionale del Lazio. Un corteo grandissimo, plurale, con decine di sindaci in fascia tricolore e la comunità del territorio subito dietro. Questa la fotografia prima di illustrare i vari volti della crisi della fabbrica (dal numero di lavoratori alla cig fino agli stop produttivi) per poi incalzare: «Quella dello stabilimento Stellantis di Cassino non è una vertenza solo locale. Per questo serve uno scatto vero e concreto del governo italiano e del ministro Urso che alzi la voce con l’azienda, per questo è necessario che il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca apra al più presto un tavolo di confronto con la proprietà, i sindacati, i sindaci del territorio. Subito, prima che sia troppo tardi». Anche il presidente regionale del Pd, Francesco De Angelis, ha preso parte alla manifestazione. «Non siamo di fronte a una fase congiunturale, ma a un progressivo arretramento industriale che va fermato subito. I numeri parlano chiaro. Non bastano dichiarazioni di principio - ha detto - servono impegni concreti, investimenti e una strategia precisa per Cassino. Senza una visione industriale, il rischio è quello di perdere definitivamente un presidio produttivo fondamentale».
Il presidente del Pd Lazio ha poi lanciato un appello all’unità istituzionale e politica: «Questa è una battaglia che riguarda tutti. Serve uno sforzo comune, al di là delle appartenenze, per rappresentare con forza le ragioni del territorio. Solo presentandoci uniti possiamo ottenere risposte credibili e difendere lavoro, imprese e comunità». Anche i socialisti della federazione provinciale Psi di Frosinone, vicini ai lavoratori e alle lotte sindacali a difesa dell’occupazione sia dello stabilimento stesso che dell’indotto. Presenti con una delegazione capeggiata dal segretario provinciale Massimo Calicchia e dal vicesegretario provinciale Sebastiano Funari. «Le voci non buone sul futuro dello stabilimento cassinate dovute alla mancanza di una prospettiva di rilancio di quello che è stato per tanti anni un caposaldo per l’economia di un intero territorio ci preoccupano e ci spingono a sensibilizzare tutti gli operatori del settore, primi fra tutti la dirigenza del gruppo Stellantis, il sindacato e la politica per dare risposte certe a coloro che sentono reale il pericolo della perdita del lavoro ed altresì all’intera economia provinciale che ne risentirebbe irrimediabilmente». Per Danilo Grossi della direzione nazionale del Pd non è stata una passerella, ma un grido d’allarme. Forte, intenso, fatto di preoccupazione vera, con gli occhi lucidi, i brividi sulla pelle ma ancora con tanta voglia di lottare. «Lo sappiamo bene che non è con una manifestazione che cambia il futuro di una generazione e di un territorio. Sappiamo che serve altro, tanto altro per Stellantis e per il suo indotto».
Ma allo stesso tempo finalmente si è sentita la voce delle istituzioni, dei sindacati, degli operai, della gente comune che in un venerdì mattina di marzo «ha riempito la città di Cassino di voci, di suoni, di corpi per dimostrare, ancora una volta che non si può aspettare la fine di quello che è stato il più importante motore economico e sociale del basso Lazio.
Ed oggi il territorio e le istituzioni hanno risposto forte e chiaro». Emilio Lucidi, segretario provinciale Uil pensionati Frosinone, presente con il sindacato al corteo, è deciso: «Quando la Ciociaria chiama, i lavoratori chiamano, le aziende chiamano, perché hanno bisogno di sperare in una salvezza, la Uil pensionati - avendo conosciuto le crisi del passato e avendo fatto i conti con la storia - dice “presente”». Poi una precisa presa di posizione sui sindaci: «Posso fare molto di più di quello che hanno fatto finora perché oggi c’è bisogno di loro». Dunque, dichiarazioni, prese di posizione, presenze importanti al mega corteo per il lavoro.
E quando il sipario è calato i nodi sono rimasti lì, al pettine di una crisi che sembra non voler arrestare la sua avanzata
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