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Roccasecca

La spia con il Gps nella bambola

Piazza un sistema di radiolocalizzazione nel giocattolo della bambina per seguire la ex moglie. Per l’uomo l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alla persona offesa

La spia con il Gps nella bambola

La caserma dei carabinieri di Roccasecca è nell'elenco di quelle per le quali l'Agenzia del demanio ha affidato il servizio di verifica della sicurezza strutturale

Piazza un Gps all’interno di una bambola della figlia minore, così da monitorare ogni singolo movimento della bambina. E - soprattutto - della madre, dopo la loro separazione. Per questo motivo un cinquantunenne di Roccasecca è risultato destinatario di una misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Un provvedimento che non nasce dal nulla: già lo scorso ottobre l’uomo era stato denunciato per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

La ricostruzione

La misura, eseguita dai carabinieri della stazione di Roccasecca - della Compagnia di Pontecorvo, agli ordini del maggiore Felice Egidio - è frutto di un’attenta indagine che ha permesso di dare forma ai sospetti degli inquirenti circa un controllo morboso da parte dell’uomo nei confronti della ex convivente. Più nel dettaglio, il provvedimento trae origine dalle attività di polizia giudiziaria svolte dai militari che nello scorso mese di ottobre hanno denunciato l’uomo all’autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, a seguito di fatti denunciati dalla ex compagna. Nello stesso contesto, i militari hanno inoltre dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale, emesso dalla Procura della Repubblica di Cassino. All’esito dell’attività di perquisizione sono stati sottoposti a sequestro due smartphone e la confezione di un localizzatore Gps, che - in base a quanto ricostruito dai carabinieri - l’indagato avrebbe occultato all’interno di una bambola destinata alla figlia minore, con molta probabilità per monitorarne gli spostamenti e conoscere indirettamente i movimenti della persona offesa.

Un escamotage studiato per poter esercitare un controllo ossessivo. L’operazione si inserisce nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto ai reati legati alla violenza domestica e di genere, fenomeni ai quali la Procura della Repubblica di Cassino e l’Arma dei carabinieri riservano particolare attenzione, intervenendo con tempestività per garantire la tutela delle vittime e prevenire ulteriori condotte pregiudizievoli.

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