Elezioni provinciali
10.03.2026 - 09:45
Sette degli otto consiglieri eletti nel 2023 sono stati confermati: Alessandro Cardinali e Andrea Velardo di Fratelli d’Italia, Andrea Amata e Luca Zaccari della Lega, Luigi Vittori del Pd, Luigi Vacana di Provincia in Comune e Gianluca Quadrini, stavolta alla guida di Progetto Civico, mentre più di due anni fa era nelle file “azzurre”. Non ce l’ha fatta invece Antonella Di Pucchio (Pd). I Comuni di Cassino e Ferentino hanno due consiglieri ciascuno. Nel primo caso parliamo di Enzo Salera e Luca Fardelli, entrambi dei Democrat. Mentre nel secondo caso gli eletti sono Luigi Vittori (Pd) e Luca Zaccari (Lega). Poi, con un esponente, ci sono Frosinone (Pasquale Cirillo), Anagni (Alessandro Cardinali), Isola del Liri (Stefano D’Amore), Fiuggi (Simone Paris), Castrocielo (Andrea Velardo), Vicalvi (Andrea Amata), Arpino (Gianluca Quadrini), Gallinaro (Luigi Vacana). In totale nell’emiciclo di Palazzo Jacobucci sono rappresentati 11 Comuni (su 91). Considerando anche Sora, che esprime il presidente Luca Di Stefano. Tutti i dodici consiglieri provinciali sono uomini. A conferma delle difficoltà che restano per le donne in una competizione per addetti ai lavori.
Vero che la legge Delrio ha trasformato talmente tanto le Province che i concetti di maggioranza e di opposizione sono saltati. Ma stavolta è diverso. Perché adesso gli schieramenti sono tornati a dividersi in maniera netta. Da una parte il centrodestra (maggioritario), dall’altra il Partito Democratico, che si è scoperto minoritario ma pure “orfano” del centrosinistra. Fra l’altro la prossima tappa all’ente di piazza Gramsci sarà l’elezione del presidente. Tutto in gioco. Sicuramente i segnali di fumo e perfino qualche tamburo di guerra (non sporadico) trasmettono lo stesso messaggio: niente sarà più come prima. Lo capiremo subito. Magari perfino dalla “prima” del nuovo Consiglio. Sicuramente dalla composizione delle commissioni. Un passaggio che si annuncia ostico. Per quanto riguarda il Partito Democratico, inevitabile fare i conti con le parole del sindaco di Cassino Enzo Salera: «Ho una grande squadra con la quale abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho combattuto da solo, le altre componenti hanno sostenuto soltanto 2 candidati. Dispiace per il partito, si poteva fare di più. Ci sarà una riflessione». Il Pd ha appena concluso un congresso che definire tormentato è un piacevole eufemismo.
Un discorso a parte merita il Comune di Frosinone, che torna ad avere un consigliere provinciale. Si tratta di Pasquale Cirillo (Forza Italia). Il quale ha ottenuto 7 voti ponderati di fascia verde, quella del capoluogo. Legittimando il ruolo di coordinatore cittadino. Gli “azzurri” sono all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli. Si apre una fase sicuramente importante. Intanto perché nei prossimi dodici mesi (tanti ne mancano al termine della consiliatura) difficilmente Cirillo parteciperà ad eventuali operazioni di dimissioni di massa o mozioni di sfiducia. Perderebbe lo scranno provinciale. Circostanza già monitorata dal sindaco Riccardo Mastrangeli e da altri esponenti del centrodestra. Sicuramente a Forza Italia verrà chiesto (ammesso che non sia stato già fatto) di rientrare in maggioranza. Magari perfino attraverso l’attribuzione di un assessorato. Però c’è una prospettiva diversa: Cirillo partiva da una base di 4 voti ponderati. Da dove sono arrivati gli altri 3? Si può ipotizzare che magari si siano orientati su di lui esponenti dell’opposizione? Perfino del Pd? Non è escluso. E questo aprirebbe scenari completamente diversi in vista delle elezioni del giugno 2027.
Anche Andrea Amata (Lega) ha ottenuto 7 voti di fascia verde. Non è un mistero che sia l’uomo di punta di Nicola Ottaviani (parlamentare e coordinatore provinciale del Carroccio) alle provinciali. Sempre. Per lui si sono espressi sicuramente i 2 esponenti della Lega, i 2 della Lista Ottaviani e il sindaco Riccardo Mastrangeli. Ne mancano 2. Che alla fine almeno una parte della Lista per Frosinone (4 consiglieri) abbia assicurato il proprio sostegno ad Amata? Ricordiamo che Antonio Scaccia, vicesindaco e leader della civica, è un fedelissimo della prima ora dell’europarlamentare Roberto Vannacci, che è andato via (sbattendo la porta) dal Carroccio. Di Frosinone è anche Marco Ferrara, consigliere di Identità Frusinate. Alle provinciali era nella lista Progetto Futuro. Ha ottenuto in tutto 1.697 voti ponderati. Non è stato eletto. Ma una cosa è certa: se ai 3 voti di Identità Frusinate si fossero aggiunti i 4 della Lista per Frosinone, Ferrara avrebbe raggiunto 2.223 voti ponderati. Non è un’opinione: è aritmetica.
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