Frosinone
04.03.2026 - 15:00
Un mezzo della Super Eco durante un intervento di pulizia a Frosinone
Appalto dei rifiuti, si studiano le carte alla ricerca della migliore soluzione in linea con quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato.
La nuova decisione, però, dovrà tener conto dei criteri metodologici risultanti dalla decisione adottata dai giudici amministrativi. Tuttavia, per il fatto che la stazione appaltante mantiene «poteri amministrativi ad esito libero» il Consiglio di Stato ha escluso «che vi siano le condizioni per dichiarare l’inefficacia del contratto», nel frattempo stipulato tra l’amministrazione e la Super Eco.
Dieci erano state le offerte presentate per l’appalto di Frosinone e altrettanti i punti che avevano separato la prima dalla seconda classificata. Per la stazione unica appaltante della Provincia, nonostante il ribasso di gran lunga superiore a quello delle altre ditte (che in media hanno offerto il 3,44% con la Sangalli al 3,690%), «ha ritenuto congrua l’offerta della Super Eco, risultando persistente un margine di utile anche all’esito della stima operata confrontando i costi dell’appalto e i ricavi previsti».
Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha censurato una serie di elementi relativi all’offerta dell’impresa vincitrice. Primo tra tutti il ribasso del 17,201% che porterebbe a un’offerta in perdita per un ammontare di 459.575,23 euro. In quanto, come ricostruito in sentenza, l’offerta risulta «relativa solo ai servizi base, mentre, nel considerare i ricavi, avrebbe incluso anche gli eventuali servizi complementari».
Sui costi per la campagna di comunicazione, il Consiglio di Stato ha rilevato che «lo scostamento tra l’importo annuo offerto dalla Super Eco (12.000 euro) e quello medio annuo stimato dal capitolato (60.321,82 euro) è oggettivamente significativo e privo di adeguata, puntuale e specifica giustificazione».
Altra questione affrontata dal Consiglio di Stato il contratto da applicare che è quello nuovo e non quello vecchio indicato in offerta. La Sangalli, infatti, ha eccepito che non è stato considerato il nuovo contratto nazionale Fise Assoambiente, sopravvenuto alla presentazione dell’offerta, con «una differenza economica di -187.690,28 euro, pari a -1.219.987,46 per i 6,5 anni» del contratto.
Dal Tar la censura sul punto è stata giudicata infondata, ma il Consiglio di Stato è stato di parere opposto. La stazione appaltante avrebbe dovuto tener conto «anche dei nuovi livelli retributivi previsti e verificare se l’offerta economica dell’impresa individuata come possibile aggiudicataria sia in grado di sostenere anche i nuovi costi».
Ora si attenderanno le giustificazioni che fornirà la Super Eco ai rilievi evidenziati dal Consiglio di Stato, dopo di che la stazione appaltante dovrà tirare le conclusioni. Il tutto al netto di possibili nuovi ricorsi alla giustizia amministrativa
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