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Cassino

Povertà, la lotta si fa serrata

Firmato ieri pomeriggio il contratto per i lavori che permetteranno la creazione della “Stazione di posta”. In un bene confiscato alla criminalità nascerà un punto di riferimento per persone in stato di fragilità

Povertà, la lotta si fa serrata

Lotta alla povertà, si entra nel vivo. Ieri pomeriggio con la sottoscrizione del contratto, alla presenza del segretario generale e del dirigente dell’area tecnica per il Comune e di uno dei soci della ditta vincitrice, si è dato il via a una delle opere più importanti quando di parla di sociale sul territorio: la realizzazione della “Stazione di posta”, in un immobile sulla Casilina nord, oggetto di confisca alla criminalità organizzata. Un investimento, quello relativo ai soli lavori, che vale circa 500.000 euro. Il restante (si tratta di un progetto superiore al milione) è invece relativo alla gestione che fa capo al Consorzio dei servizi sociali del Cassinate.

L’iniziativa, finanziata con i fondi del Pnrr - come già spiegato - mira a creare «un punto di riferimento per persone in stato di fragilità, che possa non solo offrire una primaria accoglienza, ma anche favorire la ricostruzione dell’autonomia individuale». Evidente la crescita del numero di persone in condizioni di povertà assoluta nel territorio del Cassinate: il progetto è nato come risposta a tale emergenza sociale, come aveva spiegato Terranova, consigliere comunale e vicepresidente del Consorzio. Si tratta di uno spazio facilmente accessibile, dotato di servizi integrati: mense sociali, accoglienza, orientamento, supporto legale, mediazione culturale. Tutto questo in una struttura confiscata alla criminalità organizzata: struttura che, avendo fini sociali, ha anche un forte valore simbolico.

Si spera di poter completare tutti i lavori entro l’estate, così da poter avviare al più presto le attività operative di assistenza primaria, orientamento, supporto per pratiche amministrative, mediazione culturale, unità di strada. In poche parole, come spiegato dall’amministrazione Salera, si tratta di realizzare un centro di servizi per il contrasto alla povertà ma anche un luogo di incontro e sviluppo: una rete contro la marginalità anche estrema. E non è tutto. Dal progetto si può desumere anche una risposta organica che includa integrazione, orientamento al lavoro, recupero dell’autonomia. Un progetto capace di raggiungere realmente le persone più marginalizzate, incluse quelle che faticano ad accedere a servizi per barriere culturali, linguistiche e informative. «Un progetto di welfare avanzato rivolto alle fasce più fragili e più deboli del territorio», come era stato definito dal presidente del Consorzio, Simone Costanzo.

La “Stazione di posta” per le persone in condizione di deprivazione materiale, di marginalità anche estrema e senza dimora sorgerà, dunque, in un fabbricato esistente, realizzato negli anni Settanta e costituito da tre piani (seminterrato, piano terra e primo piano), che era adibito a locale commerciale per la vendita di auto nei piani inferiori, mentre il primo piano svolgeva funzione residenziale. L’immobile è stato assegnato al Comune di Cassino nel 2018, a seguito di confisca. Proprio in questa struttura si prevede la realizzazione di un centro servizi-Stazione posta «anche come luogo di incontro e sviluppo della rete anti-marginalità». L’obiettivo è creare un punto di accoglienza, accesso e fornitura di servizi, ben riconoscibile a livello territoriale dalle persone in condizioni di bisogno per la presa in carico integrata e l’offerta di un percorso partecipato di accompagnamento.

Si vuole, in sostanza, migliorare l’intercettazione dei bisogni, facilitare l’accesso all’intera rete dei servizi offerti sul territorio (socio-sanitari compresi), realizzare attività di presidio sociale e sanitario, facilitare i diritti di cittadinanza e - tra le altre cose - promuovere l’attivazione di percorsi volti al cambiamento e al superamento dello stato di bisogno e fragilità. Tante le possibilità offerte: da corsi di lingua italiana per stranieri, ad esempio, all’orientamento al lavoro. Persino l’accompagnamento (anche fisico) alla rete dei servizi territoriali.
Al momento la struttura si trova in uno stato di totale abbandono e degrado e l’ok di ieri ai lavori consentirà di avviare il percorso di ristrutturazione dell’intero primo piano e dell’ingresso al piano terra per la creazione di alloggi destinati a chi ne ha bisogno. Previsti, inoltre, il rifacimento esterno e di tutti gli impianti tecnologici, nonché degli interni con una nuova suddivisione degli spazi. E la creazione - tra le altre cose - anche di una cucina e di una mensa, da adibire pure a consegna di pasti esterni, e un’infermeria. Da progetto c’è una stanza da letto con due posti per ospiti uomini, e due posti per donne. Interventi destinati non solo a persone in condizioni di povertà, ma anche a quelle che sono a rischio.

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