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Frosinone

Rifiuti, si studiano gli atti

Dopo una prima riunione tra giunta e tecnici, giovedì l’incontro con la stazione appaltante della Provincia. Il Comune prova a gettare acqua sul fuoco: «Comunque vada esclusi oneri aggiuntivi a carico del bilancio»

Rifiuti, si studiano gli atti

È stata letta e riletta la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso della Sangalli sull’appalto dei rifiuti.

L’altra sera, in Comune, c’è stata una riunione tra la giunta, l’avvocatura e i tecnici per valutare il da farsi alla luce del pronunciamento del massimo organo di giustizia amministrativa. I giudici hanno stabilito che la stazione unica appaltante dell’amministrazione provinciale, cui il Comune ha affidato la gara, dovrà riverificare l’offerta anomala presentata dalla Super Eco. All’esito del’incontro in Comune è stata convocata un’altra riunione con la stazione unica appaltante per valutare le prossime mosse, anche in ordine ai tempi necessari per il nuovo processo valutativo. Nel frattempo, come stabilito dal Consiglio di Stato, il contratto in essere tra il Comune e la Super Eco va avanti. Il Consiglio di Stato ha accolto (in parte) le obiezioni mosse dalla Sangalli, in un primo tempo respinte dal Tar, sulla campagna di comunicazione, sul costo della manodopera e su un’offerta (della Super Eco) «relativa solo ai servizi base», mentre i ricavi avrebbero «incluso anche gli eventuali servizi complementari». Pertanto - si legge nella sentenza - «ne deriverebbe una perdita pari a 459.527,23 euro».

Altra questione, non secondaria, affrontata nella riunione è la differenza dei ribassi offerti: quella della Super Eco presenta un ribasso del 17,201%, quella della Sangalli del 3,690%. Un delta che rischia di pesare nell’eventualità che la stazione appaltanti aggiudichi la gara alla seconda classificata, la Sangalli appunto. La differenza complessiva, secondo prime stime, dovrebbe aggirarsi tra i 3-400.000 euro all’anno. Quanto al rischio di aumento delle tariffe per gli utenti, paventato dai consiglieri Anselmo Pizzutelli e Norberto Venturi, per il prossimo anno non ci sarà un impatto della sentenza. Questo perché il piano economico finanziario delle tariffe, da presentare entro il 30 aprile, tiene conto dei costi dei servizi dei due anni precedenti, il 2023 e il 2024.
Intanto, a margine dell’incontro di lunedì sera, l’ufficio Ambiente e l’avvocatura comunale hanno diffuso una nota per chiarire alcuni aspetti della sentenza. «Non si tratta - si legge - di un annullamento definitivo dell’aggiudicazione, bensì della richiesta di un ulteriore approfondimento.

La Provincia sta già procedendo agli adempimenti; all’esito di tali verifiche, saranno adottati i conseguenti provvedimenti. La continuità del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti è pienamente garantita, senza interruzioni né ripercussioni economiche per i cittadini. Qualora la nuova istruttoria della Provincia confermasse l’attuale affidamento, il servizio continuerà ad essere fornito dal gestore attuale. Nell’eventualità di una diversa aggiudicazione, l’ordinamento prevederebbe, al più, il risarcimento “in forma specifica”, attraverso il subentro nel contratto: in tal caso, infatti, il nuovo gestore avrebbe titolo a svolgere le attività previste per l’intera durata prevista dal bando». Secondo il Comune «tale meccanismo di subentro, laddove deciso dal giudice amministrativo, garantirebbe la totale tutela del Comune di Frosinone, dal momento che consente di evitare duplicazioni di costi e di escludere oneri aggiuntivi a carico del bilancio comunale: il Comune corrisponderà esclusivamente il pagamento per il servizio effettivamente reso, neutralizzando così qualsiasi rischio di contrarre debiti fuori bilancio».

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