Cerca

Stellantis, stabilimento di Cassino

Crisi, solo 16 sindaci alla Consulta del Cassinate

Mario Costa: «Esattamente il 50% dei componenti tale organismo interessati da una realtà industriale in crisi nera»

Crisi Stellantis

Stellantis

Solo 16 sindaci su una trentina di invitati hanno detto "presente". Parliamo della Consulta del Cassinate chiamata ieri all'arduo compito di stabilire una strategia dirompente per salvare dal baratro gli operai di Trasnova, Teknoservice e Logitech come pure i loro colleghi appesi al filo delle decisioni di Stellantis. Solo 16 sindaci in un momento cruciale per il territorio che ha stabilito di incontrare i sindacati lunedì prossimo, alla vigilia dell'attivo unitario deciso da tutte le sigle e di invitare i vertici di Stellantis Italia a Cassino per interrogarli sul futuro dello stabilimento. A rimarcare le assenze indigeste all'importante appuntamento è stato il portavoce del sindaco Mario Costa. "Come indiscutibilmente registra la foto sono stati 16 i sindaci della Consulta del Lazio Meridionale a rispondere “presente” al richiamo della convocazione, con carattere d’urgenza, del presidente Enzo Salera. Esattamente il 50% dei componenti tale organismo interessati da una realtà industriale, quella dello stabilimento Stellantis e del suo indotto, in crisi nera, della quale non si intravede barlume di luce.

È uno di quei momenti storici nei quali non vale più nemmeno il classico “si salvi chi può”. Perché, come dovrebbero aver capito tutti, qui o si fa squadra e si prova a salvarsi tutti insieme, oppure non si salva nessuno.

Che ci siano sindaci che fanno fatica ad allontanarsi, sia pure per qualche ora, dal proprio Comune e che raramente lasciano il proprio “cortile” per una riunione con i colleghi del territorio, è cosa che non sorprende. Sarebbe sbagliato però attribuirlo solo a pigrizia, più o meno congenita in alcuni di loro. In diversi casi lo starsene nella quiete del comunello di residenza deriva forse dalla sensazione di andare solo a perdere tempo in discussioni su problematiche le cui soluzioni stanno altrove, lontane da qui, in “alto loco”. Cosa che, certamente vera, può essere comprensibile, ma non accettabile.

Nella storia dell’industria del nostro paese ci sono stati e ci sono momenti nei quali a lavoratori in preda all’ansia, al timore, allo sconforto per una prospettiva di vita davvero buia, difronte all’assottigliarsi non solo della certezza ma finanche della speranza di conservare il posto di lavoro, il “suo” sindaco può arrivare a rappresentare, sia pur idealmente, l’ancora della sua salvezza, la forza per continuare a lottare, ad andare avanti nel non sempre facile cammino della vita.
Questo è uno di quei momenti per i lavoratori del nostro territorio. Non solo, ma di riflesso, per l’intero settore economico di questa parte della regione Lazio. Le decisioni, è vero, mai come ora si prendono altrove. Ma ciò non significa che anche dal basso, non occorra fare fronte comune. Lo hanno ribadito a chiare note quei sindaci che, responsabilmente, hanno partecipato alla Consulta ultima. “ Qui c’è aria di smobilitazione, non si vede una prospettiva, l’indotto sta scomparendo”, è stato il lamento di chi vive anche direttamente tale realtà.

Come pure si è ribadito, pertanto, che non si può stare a guardare e a sperare, perché “l’ultima spiaggia rimangono poi i servizi sociali dei Comuni”. Una spiaggia dove purtroppo non splende il sole e che non riscalda neppure i cuori.
Con l’obiettivo di andare compatti l’11 marzo al tavolo del Ministero ci sarà, da subito, un confronto con i sindacati e la richiesta di un incontro con i vertici italiani di Stellantis per ottenere risposte precise sulle prospettive dello stabilimento di Piedimonte San Germano. In ballo, nell’immediato, il destino di tante famiglie che, come è stato opportunamente rilevato, temono farsi concreto lo spettro del licenziamento. Più in là, chissà?
Il tutto in attesa che i “capoccioni” della politica regionale si diano una mossa e il governo nazionale si decida a fare la sua parte con una politica industriale della quale chi ne abbia un minimo di contezza alzi la mano"

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione

Ultime dalla sezione