Amaseno
24.02.2026 - 16:06
Hanno rischiato le loro vite per salvarne un’altra, senza badare alle conseguenze delle loro azioni. Nella serata di ieri ad Amaseno i Carabinieri hanno messo in salvo un quarantaseienne che stava per lanciarsi dal tetto della sua abitazione. L’uomo aveva già superato il parapetto e aveva ormai deciso di compiere il gesto estremo, quando un militare è riuscito ad afferrarlo per un braccio e ad impedirgli di lanciarsi nel vuoto. L’uomo è stato poi raggiunto da altri tre carabinieri che, con non poca fatica, sono riusciti a bloccarlo e metterlo in sicurezza. Si è trattato solo dell’ultima fase di un lungo intervento, iniziato circa venti minuti prima. Erano circa le 19 di ieri sera, quando alla centrale operativa dei carabinieri di Frosinone è giunta la telefonata di una donna di Amaseno, che ha richiesto un intervento urgente nella sua abitazione per salvare la vita del figlio. I due carabinieri della centrale operativa di Frosinone si sono quindi prontamente divisi i compiti: mentre uno era impegnato a consigliare la donna affinché potesse dare parole di conforto al figlio, l’altro ha coordinato l’intervento delle due pattuglie più vicine al luogo dell’intervento, fornendo precise indicazioni su come raggiungere la sua abitazione.
Sul posto sono così giunti il comandante e un carabiniere della stazione di Amaseno e due carabinieri delle stazioni di Vallecorsa e Castro dei Volsci. I militari hanno compreso che ogni istante era prezioso e si sono prontamente proiettati in soccorso dell’uomo. Vedendo arrivare i carabinieri, il quarantaseienne ha cercato di tenerli a distanza arretrando ulteriormente sul tetto ma, nel momento in cui ha proteso il braccio per tenere a distanza gli operanti, è stato afferrato dal militare che, appoggiandosi sul parapetto e dando fondo a tutte le sue forze, è riuscito a impedirgli di lanciarsi. In pochi istanti gli altri tre militari sono saltati sul tetto, dove hanno affrontato la furia dell’uomo, che ha tentato con forza di divincolarsi, opponendo una strenua resistenza ai militari, che operavano a circa 5 metri di altezza senza nessuna barriera a proteggerli. L’uomo è stato infine accompagnato in una zona sicura ed è stato preso in cura dal personale medico giunto sul posto.
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