Cassino, Stellantis
23.02.2026 - 14:44
La situazione di Stellantis rappresenta una sfida cruciale per il futuro industriale della provincia. Quello che una volta era un simbolo di sviluppo e speranza per centinaia di famiglie, oggi si trova a vivere una fase di incertezze e fragilità. L’indotto legato al colosso automobilistico, che da anni ha sostenuto l’economia del territorio, è ora messo a dura prova da una transizione che potrebbe compromettere migliaia di posti di lavoro. Non ci si può più permettere il lusso di ignorare le difficoltà che stanno affrontando le famiglie e le imprese locali. Ogni scelta presa a livello globale ha un impatto diretto sulla comunità. La mancanza di una visione chiara e di investimenti concreti rischia di trasformare un’opportunità in un rischio per il futuro dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’intero territorio. È fondamentale un’alleanza tra istituzioni, azienda e parti sociali per garantire una programmazione industriale che tuteli il lavoro e ponga la transizione ecologica come una risorsa, non una minaccia. In questo momento, l’unica risposta possibile è una politica industriale forte, coesa e capace di affrontare le sfide con serietà e determinazione. A schematizzare il momento storico e la necessità di risposte è il neo eletto segretario generale Uilm Frosinone che viene da un congresso provinciale con acclamazione unanime.
Per lui rappresentare e guidare la Uilm Frosinone è prima di tutto «una grande responsabilità ma soprattutto un grande onore». Il momento della sua elezione - ricorda D’Avino - è stato profondamente emozionante. Quando è stato pronunciato il suo nome come segretario generale della Uilm Frosinone, la standing ovation che ne è seguita non l’ha vissuta come un riconoscimento personale, ma come un segnale di unità e di fiducia collettiva. «In quell’applauso ho sentito il peso e l’orgoglio di una grande organizzazione, fatta di delegati, lavoratori e dirigenti che ogni giorno si spendono nelle fabbriche del nostro territorio. È stato un momento che porterò con me, perché rappresenta il senso profondo della nostra comunità sindacale: coesione, valori e responsabilità». Quella standing ovation è la spinta che lo accompagnerà nel lavoro quotidiano, soprattutto nelle sfide difficili che persistono, dalle vertenze aperte alla difesa dell’occupazione nell’indotto legato a Stellantis. «Prendo la guida di una grande organizzazione come la Uilm Frosinone, fatta di valori solidi, di competenza e di risultati concreti ottenuti negli anni nelle fabbriche del nostro territorio. Non eredito solo un mandato, ma una storia di battaglie, conquiste e credibilità costruita con serietà e coerenza. Sono cresciuto sindacalmente nella fabbrica di questo territorio, a contatto quotidiano con i lavoratori, con le loro preoccupazioni e con le loro speranze. Essere eletto segretario generale della Uilm Frosinone non è un traguardo personale, ma un impegno collettivo: portare avanti con serietà, equilibrio e determinazione le battaglie per il lavoro e la dignità delle persone.
Un sindacato moderno ma radicato. Vicino alle persone, capace di ascoltare, ma anche di assumersi la responsabilità delle scelte. Oggi è necessario una Uilm presente nei luoghi di lavoro, competente nei tavoli di confronto e forte quando c’è da difendere occupazione e diritti. Il sindacato oggi deve essere credibile, preparato e capace di visione».
Poi il focus sulla situazione drammatica del basso Lazio. «Il futuro industriale della nostra provincia è strettamente legato alle scelte di Stellantis. Parliamo di un gruppo globale, ma per noi è soprattutto lavoro, famiglie, economia reale».
Attorno allo stabilimento ruota un indotto che rappresenta una parte fondamentale del tessuto produttivo locale. «Non possiamo permetterci incertezze strutturali. Servono volumi produttivi chiari, investimenti concreti e una programmazione industriale che dia prospettiva sia allo stabilimento principale sia a tutta la filiera.
Ogni scelta che riguarda Stellantis ha un impatto diretto sul nostro territorio».
Per D’Avino serve una politica industriale vera. «Il territorio di Frosinone ma soprattutto del Cassinate non può essere lasciato solo in una fase di transizione così complessa come quella dell’automotive. Oggi è fondamentale un’alleanza tra istituzioni, azienda e parti sociali per garantire investimenti, innovazione e tutela dell’occupazione».
La transizione ecologica e tecnologica deve essere un’opportunità, non un rischio. «La priorità nei prossimi giorni riguarda le aziende degli appalti come Trasnova Teknoservice e Logitech. Siamo profondamente preoccupati. Parliamo di lavoratori che da anni operano nell’indotto e che oggi si trovano davanti all’apertura di una procedura di licenziamento.L’11 marzo saremo al tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per noi quel tavolo non può essere un passaggio formale: deve rappresentare un momento di verità. Chiederemo soluzioni concrete per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Non accettiamo che siano sempre i lavoratori a pagare le scelte industriali o le riorganizzazioni. Serve responsabilità da parte delle aziende e serve un impegno chiaro delle istituzioni. Dobbiamo difendere ogni posto di lavoro e rafforzare la contrattazione aziendale per tutelare salari e condizioni. In un momento di inflazione e incertezza economica, il potere d’acquisto è centrale. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare per coinvolgere i giovani, perché il futuro del sindacato passa dalla loro partecipazione.
La Uilm sarà presente, determinata e responsabile. Non promettiamo scorciatoie, ma garantiamo impegno, trasparenza e coerenza. Il lavoro deve tornare al centro delle scelte industriali e politiche. E noi faremo la nostra parte, con serietà e visione».
La vertenza Trasnova, Teknoservice e Logitech calamita, oggi come oggi, ogni attenzione. A un passo dal baratro, la situazione delle singole realtà incarna una crisi più generale che rischia di travolgere altri segmenti. Un fenomeno non certo isolato ma un tessuto produttivo che si va sgretolando sotto i colpi delle scelte della multinazionale. Ecco perché solo un’alleanza strategica tra le parti può garantire una chance di risoluzione.
E proprio oggi si riunirà la consulta dei sindaci del Cassinate per tentare un pressing utile al ritiro della procedura e al salvataggio degli operai.
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