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Ferentino

“Pagate 5mila euro”: pestaggio e sequestro, tre in carcere

L'estorsione ai danni del gestore di una sala giochi. I fatti si sono verificati nella sera dell'11 febbraio

“Pagate 5mila euro”: pestaggio e sequestro, tre in carcere

Nella notte dell'11 febbraio i carabinieri della compagnia di Anagni, coordinati dal capitano Alessandro Dell'Otto, hanno tratto in arresto tre persone, di cui un quarantenne di origini albanese e due italiani di 40 e 66 anni, che si sono resi responsabili di una tentata estorsione e sequestro di persona ai danni del responsabile di una nota sala giochi della zona. L'operazione è scattata in seguito a una richiesta d'intervento pervenuta al 112 da parte di alcuni dipendenti dell'esercizio commerciale alla periferia di Ferentino. A una prima ricostruzione dei fatti, i tre indagati si sono introdotti all'interno dei locali dell'attività commerciale intorno alle 2 di notte. Il gruppo di maviventi ha avvicinato un dipendente, pretendento il pagamento di una somma pari a 5000 euro mensili in cambio di una non meglio specificata "protezione". Di fronte alle resistenze della vittima, la situazione è rapidamente degenerata: uno degli aggressori ha colpito l'uomo al volto con dei pugni, minacciando di morte lui e la sua famiglia e intimando la cancellazione delle immagini del sistema di videosorveglianza.

La violenza è proseguita anche all'arrivo del gestore del locale. I malviventi lo hanno costretto a salire a bordo della loro auto e, all'interno dell'abitacolo, la vittima è stata ulteriormente minacciata e aggredita fisicamente: uno degli arrestati gli ha stretto un laccio intorno al collo reiterando la richiesta estorsiva. 

Sul posto poi, tempestivamente, sono intervenuti i carabinieri: i tre hanno fatto scendere l'ostaggio dall'auto ed è partito un inseguimento da parte della pattuglia che si è concluso con il blocco dell'autovettura e l'immobilizzazione dei fuggitivi. I tre uomini, tutti già noti alle forze dell'ordine e residenti nel frusinate, sono stati arrestati per i reati di tentata estorsione in concorso e sequestro di persona. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, i malviventi sono stati trasferiti nel carcere di Frosinone. 

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