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Provincia di Frosinone

Ecco quanto pesa il voto dei comuni

Definite le fasce di ponderazione per l’elezione dell’8 marzo. Frosinone e Cassino “top”, ma la “fascia rossa” farà la differenza

Ecco quanto pesa il voto dei comuni

Definiti gli indici di ponderazione dei Comuni in vista delle elezioni provinciali del prossimo 8 marzo. Quando in palio ci saranno i 12 seggi da consigliere. Alle urne si andrà ancora una volta (come dal 2014 ad oggi) con la Delrio.

Saranno 1.131 i grandi elettori: 90 sindaci e 1.041 consiglieri comunali. All’appello manca il Comune di Boville Enrica, che è commissariato e che quindi non può partecipare.

Stabiliti i parametri di ponderazione. Quello più alto (scheda verde) comprende Frosinone e Cassino, che fanno parte della fascia compresa tra i 30.000 e i 100.000 abitanti. 58 aventi diritto al voto (2 sindaci e 56 consiglieri), indice di ponderazione pari a 315. Significa che ogni singolo voto varrà 315 punti. In totale 18.270 voti ponderati.
Ancora una volta (come sempre) a fare la differenza vera saranno i Comuni della fascia rossa (da 10.000 a 30.000 abitanti), che sono 10: Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli. L'indice di ponderazione è di 205, i grandi elettori 170 (10 sindaci e 160 consiglieri comunali). Il totale dei voti ponderati è di 34.850.

Quindi la fascia grigia (da 5.000 a 10.000 abitanti), con 9 Comuni: Arce, Arpino, Ceprano, Cervaro, Paliano, Piedimonte San Germano, Ripi, Roccasecca e Sant’Elia Fiumerapido. Alle urne andranno in 117: 9 sindaci e 108 consiglieri. L'indice è pari a 135. Il totale dei voti ponderati è di 15.795. Manca all’appello Boville Ernica. Come detto il Comune è commissariato.
A seguire la scheda arancione (da 3.000 a 5.000 abitanti), con 16 Comuni: Amaseno, Aquino, Atina, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Morolo, Patrica, Piglio, Pofi, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Serrone, Supino, Torrice. I “grandi elettori” sono 207: 16 sindaci e 191 consiglieri comunali. L’indice è pari a 68. Il totale dei voti ponderati è 14.076. Infine la fascia azzurra (fino a 3.000 abitanti): racchiude 53 Comuni. E gli aventi diritto al voto sono 579: 53 primi cittadini e 526 consiglieri comunali. L’indice è 31. Il totale dei voti ponderati di 17.949.

In tutto, nei 90 Comuni, i voti ponderati sono 100.940. Si voterà l’8 marzo per eleggere 12 consiglieri provinciali. Le liste saranno presentate domenica 15 febbraio (dalle 8 alle 20) e lunedì 16 febbraio (dalle 8 alle 12).
Si tratta di un’elezione riservata agli addetti ai lavori, vale a dire sindaci e consiglieri comunali. Possono concorrere soltanto sindaci e consiglieri provinciali. Quanto al popolo sovrano, resterà ancora una volta a casa. In attesa della “riforma delle riforma” che dovrebbe reintrodurre l’elezione diretta del presidente e dei consiglieri. Ma il condizionale è quantomai d’obbligo. D’altronde, come scriveva Giuseppe Prezzolini, «in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo».

Tutti i partiti sono alle prese con la definizione delle liste, in ognuna delle quali potranno esserci fino a 12 candidati. Saranno in campo Fratelli d’Italia-Noi Moderati, Partito Democratico, Lega, Forza Italia, Provincia in Comune e Progetto Futuro.
L’ultimo precedente, relativamente ai consiglieri, è quello del dicembre 2023. Centrodestra e centrosinistra pareggiarono a livello di eletti: 6-6. Da una parte Fratelli d’Italia (3), Lega (2), Forza Italia (1). Dall’altra La Provincia dei Cittadini (5) e Provincia in Comune (1). I risultati furono questi: La Provincia dei Cittadini al 35,26%, Fratelli d’Italia al 24,13%, Lega al 19,04%, Forza Italia al 14,04%, Provincia in Comune al 7,53%. Vale la pena ricordare che La Provincia dei Cittadini era una lista di centrosinistra, nella quale, oltre ai Democrat, c’erano pure Azione, Italia Viva, Possibile e Demos. Stavolta non sarà così. Fratelli d’Italia (che presenterà una lista insieme a Noi Moderati) ha come obiettivo il sorpasso nei confronti del Pd anche a livello di amministratori locali. Dal canto suo il Partito Democratico cercherà di mantenere una leadership che non si è mai interrotta in questo tipo di votazione. Poi a fine 2026 scade il mandato del presidente Luca Di Stefano, che concorrerà per il bis. Sarà un appuntamento da bivio. Per molti. Anzi, per tutti.

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