Non solo sanità
03.02.2026 - 12:22
La messa è finita. È il titolo di uno dei film di Nanni Moretti, regista che adora. Da ieri Mauro Vicano è in pensione. Dopo 33 anni passati alla Asl. In realtà per lui la messa è appena cominciata. Perché oltre alla sanità, ha almeno altre due passioni: la politica e il calcetto. E due soprannomi. Il primo, “Bomber”, ha a che vedere con il senso del gol. Almeno così narra la leggenda. Il secondo, il “surfista”, richiama espressamente la sua capacità di cavalcare l’onda del momento come nessun altro. Soprattutto in politica. Ma non solo. All’interno dell’Azienda Sanitaria Locale Mauro Vicano ha ricoperto parecchi ruoli. Quasi tutti per la verità. A cominciare da quelli apicali: direttore generale e direttore sanitario. Ma ha pure guidato i Distretti di Frosinone, Cassino e Anagni. Oltre che il Polo ospedaliero di Frosinone-Alatri. Durante l’ora più buia della pandemia da Covid-19 toccò a lui “scaricare a terra” (oggi si dice così) il Piano che rivoluzionò l’assetto dell’ospedale Spaziani. Con più posti (e più mezzi) per le malattie infettive e la terapia intensiva. Con i percorsi previsti in quel periodo, con le modalità di accesso al Pronto Soccorso, con gli spazi per effettuare i “tamponi”, con le mascherine e tutto il resto.
Durante la sua carriera ha coordinato le direzioni sanitarie ospedaliere, i direttori di Distretto. È stato al vertice dell’unità operativa complessa Sian (igiene degli alimenti e nutrizione). Da direttore sanitario aziendale era presente all’inaugurazione dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone. C’è la sua firma sui provvedimenti di ristrutturazione della rete ospedaliera provinciale e sulla creazione della prima Casa di comunità di Pontecorvo. Il fatto di aver ricoperto la carica di direttore generale ha reso Mauro Vicano oggettivamente “ingombrante” e anche (ma non solo) per questo ha avuto rapporti complessi (è un eufemismo) con diversi manager dell’Azienda di via Fabi.
Insomma, ha attraversato la prima, la seconda e perfino la terza Repubblica. Convinto di essere sempre dalla parte giusta. Con la “preoccupazione” di non passare inosservato. Mai banale però. Pronto a scatenarsi sulla pista da ballo alle prime note della canzone che considera la colonna sonora della sua vita: “Figli delle Stelle”, di Alan Sorrenti. Chissà quante volte si è immedesimato in quel “noi siamo figli delle stelle, non ci fermeremo mai per niente al mondo”. Ma soprattutto “Noi siamo figli delle stelle, senza storia e senza età, eroi di un sogno”.
Certamente la poltrona della Asl gli mancherà, eccome se gli mancherà. Ma troverà altri modi per compiacere il suo ego (per alcuni... smisurato). Tornando a Nanni Moretti, c’è una frase di un film che tratteggia molto della personalità di Vicano. Questa: «Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Vieni di là con noi dai...” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”». Il film è Ecce Bombo. Magari si potrebbe perfino riadattare: Ecce Bomber.