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Lo studio

Lavoratori sempre più vecchi

Studio della Cgia di Mestre sull’età media dei dipendenti del settore privato: sfiorati i quarantadue anni. La provincia di Frosinone si piazza al quinto posto dietro Potenza, Terni, Biella e Massa-Carrara

Lavoratori sempre più vecchi

Lavoratori sempre più anziani. Anche in provincia di Frosinone. Secondo lo studio della Cgia di Mestre, nel 2024 l’età media dei dipendenti privati (escluso il settore dell’agricoltura) in Italia ha sfiorato i quarantadue anni, con un aumento di circa quattro anni rispetto al 2008. Oggi un lavoratore su tre ha più di cinquant’anni e, sebbene dal 2020 il dato si sia stabilizzato, la direzione di marcia resta quella di un progressivo invecchiamento della forza lavoro.

Una dinamica che interessa da vicino anche il Frusinate, caratterizzato da un sistema produttivo fatto in larga parte di piccole e medie imprese manifatturiere, edilizia e servizi, comparti nei quali il ricambio generazionale è sempre più difficile.

L’età media in Ciociaria si attesta sui 43,15 anni, un dato che la colloca al quinto posto in Italia dietro le province di Potenza (43,63 anni), Terni (43,61), Biella (43,53) e Massa-Carrara (43,15 come Frosinone ma con un’incidenza di lavoratori over 50 rispetto alla Ciociaria più alta di oltre due punti percentuali).

Un problema oltre i numeri

L’aumento dell’età media non è soltanto una questione statistica. Con l’uscita dal mercato del lavoro dei dipendenti più anziani, le imprese rischiano di perdere un patrimonio prezioso di competenze ed esperienze. È il cosiddetto capitale umano “invisibile”: conoscenze dei processi produttivi, abilità pratiche, relazioni consolidate con clienti e fornitori. Un valore che non compare nei bilanci, ma che spesso fa la differenza tra un’azienda competitiva e una in difficoltà.

Nella provincia di Frosinone, dove molte attività si fondano su saperi tecnici e manuali trasmessi nel tempo, l’assenza di un passaggio generazionale strutturato rischia di azzerare in pochi anni risultati costruiti in decenni di lavoro.

Innovazione più lenta

L’invecchiamento della forza lavoro ha ripercussioni anche sull’innovazione. Le imprese con un’età media elevata tendono ad adottare più lentamente nuove tecnologie, a rinviare investimenti in automazione e digitalizzazione e a integrarsi con maggiore difficoltà nelle filiere produttive più avanzate. Un ritardo che, in un’economia sempre più basata su produttività e conoscenza, rischia di diventare cumulativo.

Questo aspetto riguarda anche il territorio ciociaro, dove la competitività passa sempre più dalla capacità di innovare e di attrarre nuove competenze, in un contesto demografico segnato dal calo delle nascite e dall’emigrazione giovanile.

I settori più esposti

Le difficoltà emergono con maggiore evidenza nei settori ad alta intensità di lavoro. Edilizia, facchinaggio, autotrasporto e attività che prevedono turni notturni sono tra i comparti più esposti all’invecchiamento delle maestranze. Qui il problema è aggravato da un dato ormai evidente: i giovani mostrano scarso interesse verso questi mestieri, considerati faticosi e poco attrattivi.

Quando operai specializzati, muratori o capicantiere vanno in pensione senza essere sostituiti, la capacità produttiva delle imprese si riduce. A ciò si aggiunge un aumento dei costi indiretti, perché una forza lavoro più anziana è mediamente più esposta a infortuni e problemi di salute, con effetti su assenteismo e premi assicurativi.

Il punto sui giovani

In un mercato del lavoro con pochi giovani in ingresso, a soffrire di più sono soprattutto le piccole imprese. Quando devono scegliere, le nuove generazioni preferiscono quasi sempre le grandi aziende, attratte non soltanto da salari più elevati, ma anche da percorsi di carriera strutturati, formazione continua e maggiore stabilità. Dopo il Covid, contano sempre di più anche welfare aziendale, flessibilità oraria e possibilità di smart working.

Lo studio della Cgia evidenzia come, a livello nazionale, la fascia tra i venticinque e i quarantaquattro anni sia quella che negli ultimi sedici anni ha registrato la contrazione più marcata, mentre sono cresciute in modo significativo le classi di età più anziane. Gli over 50 aumentano ovunque e in alcune aree del Paese raggiungono incidenze molto elevate sul totale degli occupati.

La situazione nel Lazio

L’età media dei dipendenti nella nostra regione è di 42,4 anni, leggermente più alta della media italiana che è pari a 41,91 anni. Il Lazio, su un totale di un milione e 799.269 lavoratori del settore privato, ha 601.829 over 50.
Passiamo alle province. Detto di Frosinone, al 34° posto troviamo Roma (età media 42,41). Viterbo si piazza alla 52ª posizione (42,12) mentre Rieti è 56ª (42,02) e Latina è 67ª (41,83).

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