Automotive
24.01.2026 - 15:59
La linea di montaggio interna al plant cassinate
La ripresa sarà graduale. Lunedì verrà riavviato il montaggio, ma solo con il rientro di una parte dei lavoratori, sia della logistica sia delle linee.
In questo contesto, nel corso della settimana attuale si sono aperte le trasferte verso gli stabilimenti di Modena e Torino, con la garanzia dello stipendio pieno per chi deciderà di spostarsi temporaneamente. Una soluzione che, tuttavia, non placa le preoccupazioni dei sindacati, che continuano a incalzare l’azienda sul futuro produttivo del sito.
Andrea Di Traglia, segretario Frosinone-Latina della Fiom Cgil, lancia l’allarme:
«Le trasferte che si sono aperte ultimamente a Modena e Torino ci danno la contezza di un indicatore importante per il sito di Cassino: “liberarsi”, seppur temporaneamente, dei lavoratori che accetteranno. Questo perché il 2026 si prevede l’ennesimo anno nero ed è per questo che per l’azienda diventa fondamentale snellire il proprio organico. Tutto ciò è assolutamente grave e allarmante, perché per poter arrivare a uno stipendio pieno si è costretti, in un certo senso, a “migrare”. È una dinamica associabile a quanto Stellantis sta facendo a livello nazionale e internazionale. L’invito rivolto da Stellantis alle imprese della filiera a investire in Algeria, lanciato a Torino, rappresenta l’ennesimo atto gravissimo: l’azienda sta dicendo alla componentistica che, se vuole mantenere le commesse, deve andare a produrre all’estero. È anche per queste motivazioni che il 30 saremo in presidio sotto il Mimit: Cassino chiede lavoro, rispetto e dignità».
Una nota sindacale congiunta infatti ha invitato tutti al presidio dinanzi alla sede ministeriale a difesa del settore dell’automotive. L’iniziativa è volta a denunciare la grave crisi di un settore fondamentale per il Paese e a sollecitare risposte concrete da parte del Governo, dell’Unione Europea e dal sistema delle imprese. Non mancherà una rappresentanza cassinate all’importante appuntamento soprattutto per chiedere riflettori accesi su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo.
Intanto per Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim Cisl, il nodo centrale resta il lavoro sul territorio: «La trasferta non è né un problema né la soluzione del problema. In una situazione di crisi rappresenta una possibilità per quei lavoratori che, in modo volontario, vogliono guadagnare qualcosa in più in busta paga. Non risolve la questione, perché ciò che ci aspettiamo è che non si parli più di trasferte ma di lavoro per lo stabilimento di Piedimonte San Germano. Non è qualcosa di disastroso: è un’opzione che negli anni è sempre stata adottata prima da Fiat, poi da Fca e oggi da Stellantis. È chiaro che sono tanti anni di crisi e noi preferiamo che si parli di lavoro qui. Non è un dramma proporsi per andare in trasferta: è una soluzione temporanea per i lavoratori che accettano, con destinazioni Torino e Modena, con disponibilità a partire già da questa settimana».
Appalto ristorazione
Intanto resta aperto un altro fronte. Filcams Frosinone Latina, Fisascat Frosinone e Uiltucs Roma Lazio hanno incontrato ieri l’assessore regionale Schiboni in merito all’appalto ristorazione nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano.
Il servizio di ristorazione, ad oggi gestito in appalto dalla società Break&lunch, ha subito un forte ridimensionamento negli anni per il progressivo disinvestimento di Stellantis sullo stabilimento di Piedimonte San Germano.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto tutele occupazionali per i 50 dipendenti dell’appalto, soprattutto donne, considerando che l’azienda ha terminato gli ammortizzatori utilizzabili con le procedure ordinarie.
La Regione Lazio si è impegnata a individuare con il Ministero del Lavoro tutte le possibili soluzioni.
All’incontro era presente anche il sindaco di Piedimonte San Germano Ferdinandi che ha portato il suo sostegno per una positiva soluzione della vertenza.
Tanti ancora i nodi da sciogliere in un indotto che soffre al pari dello stabilimento.
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