Frosinone
24.01.2026 - 09:16
Ha accolto tutti, uno ad uno, con grande affetto e stima. Strette di mano, abbracci, sorrisi con i giornalisti che ieri mattina hanno risposto alla sua “chiamata”. Il vescovo delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, Santo Marcianò, ha voluto organizzare un momento di condivisione con i giornalisti in occasione della festività del patrono san Francesco di Sales. Festività che ricorre proprio il 23 gennaio. Tra l’altro anche l’arcivescovo Marcianò è un giornalista.
«Il vostro servizio, in qualunque modo si svolga, quotidiani o periodici, servizi online, fotografici, cultura dell’immagine, scritti, è sempre un servizio alla parola, alla parola umana - ha sottolineato il vescovo Marcianò rivolgendosi agli operatori della comunicazione - Mi piace pensare a questo proprio alla vigilia della Domenica della Parola di Dio.
Mi verrebbe di dire che voi avete in mano la verità. E chi ha in mano la verità è il futuro, la luce per leggere l’oggi. Credo che siate quella categoria di persone che va apprezzata e non sempre questo avviene nel mondo.
L’avervi incontrato oggi, ed entrare in relazione con i giornalisti, serve a prendere coscienza di chi siamo, perché voi siete simbolo di ciò che è l’uomo. L’uomo che è chiamato a fare, a relazionarsi, a comunicare. L’uomo è comunicazione perché Dio è comunicazione. Voi testimoniate questa verità profonda».
Sua Eccellenza ha sottolineato anche l’importanza della libertà di parola, di dire la verità, di raccontare la storia. «La verità vi farà liberi», ribadendo l’importanza dell’atteggiamento etico, l’interloquire con la propria coscienza. Si è poi soffermato sui tre verbi che Papa Leone XIV ha pronunciato nell’incontro con gli operatori della comunicazione: comunicare, custodire, amare. Comunicare senza manipolare, comunicare con amore, con empatia, custodire difendendo voci e volti umani. «Il vostro servizio con le parole che usate e lo stile che adottate è importante, come dice Papa Leone. La comunicazione, infatti, non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di cultura. Dietro ogni parola c’è una persona, una storia, una responsabilità. Il giornalismo oggi, come ieri, sia custodia della memoria». Monsignore Marcianò ha tenuto a sottolineare il fatto che «dietro ogni comunicazione comunque c'è la persona» e ha ricordato anche i giornalisti che hanno perso la vita: «i caduti. Quando si muore per la parola si muore da eroi». Parole che hanno suscitato emozione tra i presenti che hanno ringraziato sua eccellenza per l’incontro organizzato in occasione della festività del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales. Il ringraziamento è stato esteso anche al collega Igor Traboni, responsabile della comunicazione delle diocesi, per l’organizzazione.
Una celebrazione, quella del 23 gennaio, che viene, dunque, a fissarsi nel calendario delle due diocesi di Frosinone-Veroli- Ferentino e Anagni-Alatri e che diventerà un appuntamento annuale, fatti salvi altri incontri sempre per tutti gli operatori dell’informazione.
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