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Operazione antimafia

Maxi sequestro da 5 milioni di euro: coinvolta la provincia di Frosinone

Oltre 250 operatori della polizia di Stato hanno inflitto un duro colpo ai beni della criminalità organizzata

Maxi sequestro da 5 milioni di euro: coinvolta la provincia di Frosinone

Un duro colpo ai patrimoni della criminalità organizzata è stato inferto questa mattina a Roma. La Divisione Anticrimine della Questura di Roma, con l’impiego di circa 250 operatori della polizia di Stato, ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni finalizzato alla confisca, disposto dalla sezione Misure e Prevenzione del tribunale di Roma. Il decreto, emesso ai sensi del codice antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Roma, nell’ambito della strategia di contrasto all’accumulazione di patrimoni di origine illecita e all’infiltrazione criminale nell’economia legale. Nel mirino degli investigatori cinque soggetti, di età compresa tra i 46 e i 67 anni, legati da vincoli familiari e ritenuti ai vertici di un’organizzazione criminale dedita da anni allo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere romano di San Basilio. Gli stessi risultano già detenuti.

Il sequestro ha riguardato un ingente compendio patrimoniale del valore stimato di oltre 5 milioni di euro: tre società con sede a Roma e Bracciano – due operanti nel settore immobiliare e una nel ramo della ristorazione –, una ditta individuale attiva come ricevitoria del lotto e tabacchi, numerose autovetture e motocicli, 25 unità immobiliari distribuite tra Roma e i comuni di Ardea, Nettuno, Guidonia Montecelio, Aprilia e Borgorose, oltre a 45 mila euro in contanti e due orologi Rolex. Le indagini patrimoniali hanno fatto emergere un complesso sistema di intestazioni fittizie: i proventi del traffico di droga venivano reinvestiti nell’acquisto di immobili intestati inizialmente a terzi, spesso familiari, per poi essere riacquisiti tramite società immobiliari riconducibili agli indagati. Gli immobili venivano successivamente affittati o rivenduti, generando profitti derivanti dal reimpiego di capitali illeciti. Sulla base degli accertamenti economico-finanziari, il tribunale ha ritenuto i destinatari del provvedimento socialmente pericolosi, evidenziando una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio detenuto. Le operazioni di sequestro hanno interessato anche le province di Latina, Rieti e Frosinone, con il supporto delle rispettive Divisioni Anticrimine e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. Il sequestro è al momento preventivo: nelle prossime fasi del procedimento si terrà il contraddittorio tra le parti, al termine del quale il tribunale deciderà se disporre la confisca definitiva dei beni.

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