Patrimonio dell'umanità
20.01.2026 - 12:00
L'abbazia di Montecassino
La candidatura a patrimonio mondiale Unesco risale al 2016 ma la vera spinta si è avuta nel 2023, quando l’abbazia di Montecassino insieme ad altri sette monasteri benedettini, aderì al progetto sostenuto da sei Regioni italiane per l’iscrizione dei propri monasteri nella lista dei siti classificati come patrimonio mondiale dell’umanità. Una iniziativa di portata storica.
La scelta
Un iter importante, che permetterà di valutare l’accordo di programma dei Comuni che hanno sostenuto la candidatura degli insediamenti benedettini in Italia tra cui spicca - ovviamente - Montecassino, considerata la culla del monachesimo occidentale da cui si irradiarono cultura, arte, conoscenza e valori universali ancora oggi di assoluta contemporaneità. Gli insediamenti benedettini altomedioevali sono stati selezionati attraverso analisi comparative e studi tematici, grazie all’intervento di una commissione di valutazione che ha escluso la candidatura di alcuni monasteri rispetto a quelli valutati nella fase iniziale, non comprendendo più quelli di Ancona, Caserta, Sant’Ambrogio di Torino e Lecco. Per arrivare a questo punto, i Comuni interessati hanno approvato l’adesione all’accordo di programma coinvolgendo il ministero della Cultura ma anche le Regioni e le Università. In prima linea, quella di Cassino. Una prima valutazione è stata inviata a Parigi nel 2023, con l’obiettivo - raggiunto - di puntellare gli elementi che faranno parte del dossier ufficiale entro il prossimo mese di marzo. Dall’incontro che si è tenuto la scorsa settimana è emersa la necessità di integrare alcuni documenti per il monastero di Castel San Vincenzo. Seguiranno altri incontri sia a Roma che a Parigi per esaminare i dossier richiesti ma anche iniziative per divulgare il progetto e collaborare alla promozione di interesse formativo e culturale dei territori interessati con scambi di visite anche di delegazioni di cittadini delle varie realtà coinvolte per creare vere e proprie reti di gemellaggio.
Una grande opportunità
«Una vera opportunità» ha sottolineato il sindaco di Cassino, Enzo Salera. «Nell’incontro che si è tenuto a Roma è stata ribadita la correttezza dell’iter per Montecassino, Subiaco, Farfa, che restano in corsa. Invece per Castel San Vincenzo (che ancora è in lizza) è stata richiesta una integrazione documentale - ha sottolineato il sindaco - Inoltre è stato chiesto a tutte le amministrazioni se ci fossero dei vincoli ambientali assoluti attorno alle abbazie. Questo da parte nostra è stato oltremodo ribadito con una delibera comunale che evidenzia il vincolo assoluto su 1.200 ettari intorno all’abbazia di Montecassino. In questa zona non sarà possibile alcun intervento che possa in qualche modo deturpare o comunque toccare quest’area». Il vincolo in quest’area è assoluto ed è stato riconfermato nel consiglio comunale del 22 dicembre scorso: un vincolo che non permetterebbe, ad esempio, l’installazione di impianti neppure a energia green. Un elemento importante, che ha visto l’impegno corale dell’amministrazione. Così come è stato reso esplicito quello a fornire ogni documento utile, attraverso gli uffici tecnici, per quanto riguarda l’aspetto architettonico o di altra natura. Tra la fine di febbraio e gli inizi del mese di marzo, è atteso il completamento delle documentazioni mancanti (per Castel San Vincenzo), poi un nuovo incontro. Nel 2028, se tutto dovesse procedere nei dovuti modi, è atteso l’annuncio tanto sperato. «Per noi che stiamo preparando l’anniversario dei 1500 anni dell’abbazia nel 2029, questo sarebbe molto importante. Una data simbolo che coinvolgerà non solo il territorio ma anche l’area del Golfo. Con una ricaduta significativa anche da un punto di vista turistico» ha ribadito Salera.
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