I dati
19.01.2026 - 08:09
Il Lazio passa dalla zona bianca alla zona gialla. Un dato che, da solo, restituisce la misura di un peggioramento che riguarda l’intero Paese. È uno dei segnali più evidenti che emerge dal rapporto sugli infortuni sul lavoro elaborato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega e aggiornato a novembre 2025, che fotografa una situazione ancora critica in termini di sicurezza e prevenzione. Il cambio di fascia della nostra regione indica un aumento dell’incidenza di mortalità rispetto ai mesi precedenti e colloca il Lazio tra i territori che necessitano di maggiore attenzione sul fronte della tutela dei lavoratori.
Dei 1.010 decessi complessivi, 735 sono avvenuti in occasione di lavoro e 275 in itinere, cioè durante gli spostamenti casa-lavoro. La Lombardia registra il numero più alto di vittime in occasione di lavoro, seguita da Veneto, Campania ed Emilia-Romagna. Il Lazio, con 57 decessi, passa come detto in zona gialla.
Settori e fasce di età
I settori più colpiti restano le costruzioni, con 133 morti, le attività manifatturiere con 108 e i trasporti e magazzinaggio con 98, comparti nei quali il rischio rimane particolarmente elevato.
L’analisi per fasce d’età evidenzia come gli over 65 siano i più esposti in termini di incidenza di mortalità, seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni. Proprio quest’ultima fascia registra anche il numero più alto di vittime in valore assoluto. Preoccupante anche il dato relativo alle donne: aumentano i decessi in itinere, mentre calano quelli in occasione di lavoro. Ancora più marcata è la condizione dei lavoratori stranieri, che rappresentano quasi una vittima su quattro e presentano un rischio di morte più che doppio rispetto agli italiani.
Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, «i dati relativi ai primi undici mesi del 2025 confermano la gravità della situazione: da gennaio a novembre le vittime totali sul lavoro sono 1.010. Un quadro inquietante che racconta quasi un anno di insicurezza sul lavoro: 735 sono i decessi registrati
in occasione di lavoro, 133 dei quali nel settore dell’edilizia, 108 nelle
attività manifatturiere e 98 nel settore trasporti e magazzinaggio.
Sono questi i settori con il maggior numero di vittime e, proprio
per questo, quelli da monitorare attentamente per scoprire le lacune sul fronte della sicurezza sul lavoro».
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