La commemorazione di Sora
14.01.2026 - 08:39
La città non dimentica. Ieri mattina, il sindaco Luca Di Stefano ha deposto un omaggio floreale alla lapide posta di fianco al palazzo municipale e alla stele che si erge in piazza Santa Restituta, in cui si ricordano le vittime del tremendo terremoto della Marsica che devastò Sora nel lontano 1915. Il primo cittadino si è fermato in un minuto di raccoglimento per onorare le vittime di un evento che ha segnato la storia della città. Al termine della commemorazione, Di Stefano ha rilasciato una breve dichiarazione: «Oggi non ricordiamo soltanto una data sul calendario, ma un momento che ha ridisegnato il volto e l’anima della nostra comunità. Quel terremoto portò via vite, case e certezze, ma non riuscì a spegnere la forza della nostra gente - ha sottolineato il sindaco ricordando le tante vittime di quel tremendo sisma - Deporre questi fiori è un gesto di doverosa memoria verso chi non c'è più e, al tempo stesso, un rinnovato impegno a costruire una città sicura e unita, custode della sua storia e protesa verso il futuro. La resilienza di Sora nasce anche dalla consapevolezza della sua storia». A seguire il momento di commemorazione, nel cuore di Sora, con gli agenti della polizia locale. Erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale Francesco Facchini, le autorità civili e militari. Nel pomeriggio, presso il parco Santa Chiara, un simbolico, ma sentito appuntamento fortemente voluto dal custode della cappella dell’Immacolata Concezione, Antonio Tanzilli. In ricordo delle undici suore morte tragicamente a causa del sisma della Marsica, si è tenuto un momento di preghiera con la deposizione di fiori alle 16 e subito dopo con la recita del rosario. Ha partecipato all’incontro, che si è tenuto per la prima volta in città, l’assessore Andrea Alviani. Anche sui social nella giornata di ieri tante le foto postate in ricordo di quella che per Sora fu una tragedia che cambiò per sempre la vita di tante famiglie, oltre all’architettura urbana. Sora fu la prima città laziale ai confini con l’Abruzzo, epicentro del terribile sisma di 111 anni fa che mise in ginocchio un vasto territorio.
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