La situazione
13.01.2026 - 11:30
Stellantis
Tra vacanze forzate e fermi produttivi, i cancelli del Plant Stellantis di Cassino restano chiusi da metà dicembre, con ricadute pesanti e sempre più difficili da sostenere sulle tasche dei lavoratori e sull’intero territorio. Una lunga inattività che non colpisce solo gli operai dello stabilimento, ma si estende a macchia d’olio sull’indotto diretto e indiretto, fino a coinvolgere il tessuto economico e sociale di un’area che per decenni ha trovato nell’automotive il proprio motore di sviluppo. «Il Plant Stellantis di Cassino - ammette il segretario provinciale della Uilm, Gennaro D’Avino - è fermo dal 12 dicembre 2025, ultimo giorno lavorativo, e la ripartenza non è prevista prima del 16 gennaio 2026, salvo ulteriori sorprese». Una pausa così lunga, sottolinea il sindacato, produce effetti “drammatici” su lavoratori, aziende dell’indotto e sull’intero territorio, già messo a dura prova da un quadro produttivo fortemente ridimensionato. I numeri parlano chiaro e delineano uno scenario senza precedenti nella storia dell’automotive locale: un calo produttivo del 27,9% rispetto al 2025, meno di 20.000 vetture prodotte nell’arco dell’anno, 105 giorni di fermo e appena 2.200 lavoratori rimasti in forza. Un vero e proprio tris di record negativi che certifica una crisi strutturale e non più episodica.
A gravare ulteriormente sul quadro sono le vertenze aperte. La Uilm Frosinone richiama l’appuntamento del prossimo 4 febbraio al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si tornerà a discutere delle situazioni di Trasnova, Teknoservice e Logitech, dopo la mini proroga concessa fino ad aprile 2026. «È fondamentale - ribadisce D’Avino - che Governo, azienda e istituzioni forniscano risposte concrete e precise, capaci di garantire continuità lavorativa e certezze per i lavoratori coinvolti».
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