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Economia

Redditi, ciociari ultimi del Lazio

Il rapporto Istat sul benessere equo sostenibile dei territori evidenzia anche i bassi importi delle pensioni. Preoccupano la crescita delle sofferenze bancarie delle famiglie e i salari troppo bassi dei dipendenti

Ciociaria alle soglie della povertà

Ultimi nel Lazio per reddito medio disponibile pro capite, penultimi per importo medio delle pensioni, secondi per retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti, ma anche il tasso più alto delle sofferenze bancarie delle famiglie ciociare.

Sono numeri che descrivono una provincia in forte difficoltà quelli dell’Istat con il rapporto sul Benessere equo e sostenibile dei territori alla voce benessere economico. Un benessere economico che, evidentemente, alloggia altrove e non in Ciociaria.
Il primo dato che spicca sugli altri è quello dei redditi medi disponibili: la Ciociaria era ultima nel 2013 con 13.651 euro, quasi 10.000 euro in meno di Roma, ed ultima è rimasta nel 2023 con 15.358 euro. Il dato oltre a essere inferiore a quello di Rieti (16.619), Latina (18.034), Viterbo (18.872) e Roma (25.508) è nettamente dietro la media regionale (23.348), del Centro Italia (23.113) e dell’intera nazione (22.359). In media, in Italia, tra il 2021 e il 2023, l’incremento del reddito è stato di 2.326 euro, dato che, per la provincia di Frosinone, scende a 1.708. Se non altro, in questo caso, hanno fatto peggio Latina e Rieti che, però, partivano da valori più elevati.

Le difficoltà per i ciociari emergono anche dai bassi importi delle pensioni. In questo caso, dal 2019 al 2023, i residenti in provincia di Frosinone passano dall’ultimo al penultimo posto regionale, ma sempre a grande distanza dalle medie nazionale (21.737), regionale (23.799) e del Centro Italia (22.852). L’importo medio annuo por capite dei redditi pensionistici in Ciociaria si attesta, nel 2023, a 19.691 euro, poco più di un centinaio di euro superiore a quello di Latina, mentre sia Viterbo che Rieti superano quota 21.000, con Roma oltre quota 25.000. L’incremento medio in quattro anni nel Frusinate è stato di 2.380 euro, anche in questo caso, Latina a parte, è il dato più basso del Lazio, inferiore pure alle medie del Centro Italia e dell’intero Paese.
Nel corso del quadriennio in Ciociaria è diminuito il numero dei pensionati con redditi di basso importo: dall’11,9% sono scesi al 10,2%. In questo caso la contrazione è più alta che nel resto del Lazio e del Paese, mentre il valore risulta più basso a solo a Rieti e a Viterbo guardando al resto della regione.

Altra statistica che, spesso, negli anni ha penalizzato la Ciociaria è quella delle sofferenze bancarie delle famiglie. In Ciociaria, nel 2024, si registra il tasso d’ingresso più alto con l’1% contro lo 0,8 di Latina e Viterbo, lo 0,6 di Rieti e lo 0,5 di Roma. Il dato, se non altro, è in discesa, ma al pari di Viterbo, ancora troppo lentamente rispetto alle altre province.
Meglio per la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti: nel 2023 a quota 20.333 euro. I ciociari risultano sotto la media regionale (24.169), del Centro (22.987) e dell’Italia (23.630). Nel confronto con il 2019 l’incremento si attesta a 1.892 euro, terzo più alto del Lazio. Roma a parte che registra 25.294 euro, nelle altre province si registrano retribuzioni inferiori rispetto a quelle del Frusinate.

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