Stellantis, stabilimento di Cassino
12.01.2026 - 11:00
I record negativi sono diventati la normalità quando si fissa lo sguardo sullo stabilimento di Cassino. Numeri che segnano “discese” storiche come quelle legate alla produzione 2025, ai fermi produttivi, al numero degli operai. Il Plant incarna l’unica realtà italiana in cui non è stato attuato il piano industriale targato 2024, un ulteriore elemento che accende la spia dell’allarme. Ecco perché la Cisl regionale chiede a Stellantis di fornire certezze concrete sui tempi di lancio dei nuovi modelli. E un anticipo urgente. Ne va della tenuta occupazionale interna alla fabbrica ma anche della tenuta economica del territorio vessato da anni di crisi del settore automotive. «Nel 2025 - ha detto Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio - la produzione dello stabilimento di Cassino è crollata a 19.364 unità, registrando un pesante -27,9% rispetto al 2024. Si tratta del dato peggiore nella storia del sito. Nel corso dell’anno, lo stabilimento ha affrontato una serie di situazioni critiche evidenziate e confutate da oltre 105 giornate di fermo produttivo. Questo prolungato periodo di inattività ha avuto un impatto devastante sui lavoratori che tra contratti di solidarietà e ammortizzatori sociali oggi sono scesi sotto la soglia della 2.200 unità.
Cosa altro occorre per non pensare che oggettivamente si vuole portare lo stabilimento a consunzione, a logoramento?».
Avevamo proposto l’istituzione della Zis (Zona di Innovazione e Sviluppo) che associata alla Zls (Zona Logistica Semplificata) ed alla Zfd (Zona Franca Doganale) poteva rappresentare un’opportunità strategica per il territorio che, per troppo tempo, ha scontato uno squilibrio rispetto ad altre aree del Paese. Oggi quel divario può essere colmato attraverso queste iniziative normative di assoluto rilievo e valore. Come un plauso va fatto al lavoro del professor Raffaele Trequattrini nel Consorzio Industriale per la opportuna animazione territoriale e fattiva attività di progettazione. Ecco, crediamo che i dati servano per agire un minuto dopo e non solo per analizzare la realtà oggettiva di uno stabilimento che è destinato a produrre solo numeri negativi. Inoltre la Commissione Ue ha rivisto il regolamento sulle emissioni, consentendo alle case automobilistiche di ridurre dal 2035 le emissioni di Co2₂ allo scarico del 90% rispetto ai livelli del 2021, e non più del 100% come previsto dalla normativa vigente. Questa revisione apre il mercato post-2035 anche alla commercializzazione di veicoli con motori termici e non esclusivamente a veicoli elettrici o a idrogeno. Una notizia che cambia in positivo le regole del gioco, un segnale utile, ma ancora insufficiente rispetto all’obiettivo della neutralità tecnologica, che continuiamo a rivendicare come condizione essenziale per il rilancio del settore».
Ma è la multinazionale che deve mettere in chiaro cosa vuol fare “da grande”. «Crediamo che Stellantis debba fornire certezze concrete sui tempi di lancio dei nuovi modelli. È essenziale che l’azienda metta in campo tutte le possibilità per anticipare questi lanci, evitando ulteriori rinvii che potrebbero compromettere la fiducia dei lavoratori e degli investitori.
Lo stabilimento di Cassino ha enormi potenzialità, grazie alla storica presenza dei marchi Alfa Romeo e Maserati. Questi marchi non solo rappresentano un patrimonio culturale e industriale, ma costituiscono anche una reale opportunità di sviluppo e rilancio per il territorio. È imperativo che il futuro piano industriale di Stellantis riconosca e valorizzi queste opportunità, assumendo decisioni strategiche che possano garantire una crescita sostenibile e duratura. Chiediamo quindi un impegno concreto da parte di Stellantis su Cassino, per rafforzare la base occupazionale, produttiva, investire in innovazione e garantire la stabilità per i lavoratori. Solo attraverso una visione chiara e una pianificazione strategica possiamo costruire un futuro prospero per i lavoratori e per l’intera comunità del Cassinate e del Frusinate. È impensabile che si rinvii tutto al 2027, 2028, non lo consentiremo».
Ma c’è anche la necessità di allargare lo sguardo, di orientarsi verso nuove prospettive. «Inoltre, come detto anche dalle colonne del vostro quotidiano, va immaginato anche un piano B e per noi il tema di Aerospazio e Difesa resta da percorrere.
Come abbiamo sempre fatto lavoreremo con profitto e laboriosità sindacale per dare prospettive di crescita e sviluppo attraverso le nostre elaborazioni e le nostre idee. A dicembre 2025, grazie all’assessore Roberta Angelilli, è iniziato il confronto su aerospazio e difesa in Regione Lazio e nel 2026 proporremo momenti di approfondimento, proprio nel Cassinate, sul tema.
Ma anche in Commissione, in Consiglio Regionale e in tutti i luoghi deputati alle scelte. La Cisl del Lazio non starà ferma e non permetterà mai che il territorio e il settore continuino ad essere sottovalutati come avvenuto nel 2025.
Va tenuta alta l’attenzione».
Attenzione alla sua massima potenza come forte si avverte l’appello a Stellantis affinchè il territorio possa rialzarsi - grazie all’ accelerazione sui nuovi modelli - da una delle peggiori crisi della sua storia. E scrivere un futuro diverso.
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