Comune di Frosinone
07.01.2026 - 07:55
Oggi Riccardo Mastrangeli comincerà ufficialmente il (rapido) giro di consultazioni con gruppi, partiti e liste civiche che fanno parte della maggioranza. Imperativo categorico: trovare una “quadra” che impedisca il precipitare definitivo della crisi al Comune di Frosinone. Ma non sarà semplice: la tregua armata siglata alla presenza delle delegazioni regionali e provinciali di Fratelli d’Italia e Lega è fragilissima. Così come il confronto avvenuto a Montecitorio è stato durissimo, nervoso e assai complicato. C’è un’opzione (tra le altre) sulla quale si sta lavorando con maggiore determinazione. Forse però con troppa fretta.
Lo schema dell’intesa
Si articola in quattro passaggi fondamentali. Il primo: terzo assessorato a Fratelli d’Italia, gruppo che ha 5 consiglieri. In giunta entrerebbe l’attuale consigliere Sergio Crescenzi, al quale potrebbero andare le deleghe alla Polizia Municipale. Crescenzi, unitamente a Marco Ferrara, fa riferimento al parlamentare Aldo Mattia. Il quale da tempo chiede l’attuazione di un accordo raggiunto in sede di congresso cittadino del partito. Vale a dire la rappresentanza in giunta anche della sua area. Il secondo: assegnazione di un assessorato alla Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che salirebbe a quota 2 esponenti nell’esecutivo. Dalle indiscrezioni che filtrano alla Lista per Frosinone potrebbe essere chiesto di indicare una donna, nell’ambito del rispetto delle “quote rosa”. Non semplicissimo.
Il terzo: delega all’urbanistica al consigliere Carlo Gagliardi (Lista Marzi). Il quarto. L’attuale assetto di giunta è parametrato su 8 assessori. Si può arrivare a 9 e questa è l’intenzione. Vuol dire però che uno degli attuali rappresentanti della giunta dovrebbe uscire. L’ipotesi è quella di chiedere un passo indietro aLaura Vicano, espressione della Lista Vicano. È sostenuta dal consigliere Marco Sordi, eletto nella Lista Vicano ma da tempo organico alla Lega. È evidente che qualora l’intera operazione dovesse concretizzarsi, verrebbe individuata una exit strategy per Laura Vicano. Magari prevedendo un altro tipo di ruolo. Ricordiamo che nel 2022 al ballottaggio fu raggiunto un accordo politico tra Riccardo Mastrangeli e Mauro Vicano, che si era candidato a sindaco. C’è però un nodo da sciogliere e riguarda il Polo Civico. Il gruppo di Gianfranco Pizzutelli ha adesso 2 consiglieri: Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani (proveniente dalla Lista Marini). Da settimane il tema di riconoscere un assessorato al Polo Civico è sul tavolo.
L’idea è stata sostenuta da una parte del gruppo di FdI, dal Polo Civico naturalmente, dal presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente) e da Carlo Gagliardi. C’è stato il veto della Lista per Frosinone, che ha motivato la sua posizione con il fatto che il Polo Civico nel 2022 era schierato con il centrosinistra. Peraltro da più di un anno Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani sostengono l’Amministrazione Mastrangeli. La domanda è: perché dovrebbero continuare a puntellare la maggioranza con la porta chiusa in faccia alle loro richieste? L’attuale coalizione sulla carta conta 18 consiglieri su 33. Senza il Polo Civico si scende a 16. Vorrebbe dire che la garanzia del numero legale nelle sedute ordinarie di prima convocazione passerebbe dalle scelte del gruppo di Gianfranco Pizzutelli. La civica potrebbe continuare ad avere il sindaco Mastrangeli come riferimento, senza quindi lasciare la maggioranza e tornare all’opposizione. Riservandosi la facoltà di decidere la strategia di volta in volta. Da ultimo la delega all’urbanistica al consigliere Carlo Gagliardi, che nel 2025, insieme a Domenico Marzi e Alessandra Mandarelli, ha contribuito in più di un’occasione al mantenimento del numero legale. Senza però entrare a far parte della maggioranza.
Variabili e punti deboli
Dicevamo che è questa l’ipotesi sulla quale si sta lavorando di più. Ma in ogni caso parliamo di un quadro che resta fragile e di una soluzione che potrebbe non andare a dama. Intanto c’è un problema di tempi: a meno di ventiquattro ore dal summit alla Camera è emersa un’ipotesi sulla quale ricomporre la maggioranza. Senza cioè un approfondimento vero, men che meno sul piano programmatico. Scartando ogni altra opzione più impegnativa. Per esempio l’azzeramento della giunta, che avrebbe consentito una valutazione politica più ampia. Per esempio il “recupero” di Forza Italia. Senza gli “azzurri” termina in ogni caso una lunga stagione del centrodestra a Frosinone. Poi c’è l’aspetto programmatico, completamente ignorato. E in questo modo il messaggio che rischia di passare è che in realtà era una questione di equilibri e di assetti, non di priorità amministrative. Infine, il “peso” delle provinciali, che si terranno il prossimo 8 marzo.
È enorme in questa fase e sta influendo moltissimo sull’operazione “ricucitura”. Ma il rischio è che il 9 marzo le lancette della crisi tornino rapidamente indietro. Per il resto, c’è l’indiscrezione di un “contatto” tra Domenico Marzi e il leader di Azione Carlo Calenda. Dice Marzi: «Ho già detto che mi auguro che da questa frattura politica all’interno della maggioranza possa emergere un vasto schieramento dal profilo civico. In modo che alle prossime elezioni si possa scegliere il candidato migliore sulla base del programma amministrativo. Indipendentemente dal fatto che abbia una storia di centrosinistra piuttosto che di centrodestra. E mi sembra che quella delle scelte nel merito sia la linea di Calenda». Anselmo Pizzutelli, consigliere eletto nella Lista Mastrangeli ma primo dei “dissidenti”, afferma: «È il caso di dire “tanto rumore per nulla”. Per giorni si è parlato di superiore interesse della città, ora mi sembra che a prevalere siano le logiche dei partiti. Con riferimento alle prossime provinciali e agli equilibri regionali. Il fallimento amministrativo è evidente». Un’ultima cosa: le deleghe che il 30 dicembre scorso Mastrangeli ha tolto agli assessori di FdI, Alessia Turriziani e Simona Geralico. La sensazione è che verranno restituite in tempi rapidi.
Il commento
"Ci eravamo tanto odiati. No, abbiamo scherzato"
Abbiamo scherzato. Dopo che per mesi ci eravamo tanto odiati. Delle due l’una: o c’è stata una sorta di allucinazione collettiva (e ci siamo sbagliati tutti), oppure alla fine la minore distanza tra due punti rimane... una linea retta. L’ipotesi di accordo alla quale si sta lavorando verte esclusivamente sugli assessorati. Due per l’esattezza. Non c’è traccia di programma, di visione, di futuro, di risposte che la città attende.
Come è pensabile varare una sorta di patto di fine consiliatura senza un documento nel quale si faccia riferimento, per esempio, al Brt? Finora oggetto misterioso. Che fine hanno fatto le “battaglie” per una diversa viabilità dello Scalo? Che succederà relativamente alle piste ciclabili e ciclopedonali? Come si rimedierà ad un traffico cittadino insopportabile e ad una cronica mancanza di parcheggi? Quali saranno le risposte a residenti e commercianti “stremati” da tre anni di continui cambi di sensi unici e di direzioni di marcia? Cosa si intende fare per il rilancio del centro storico, che necessariamente deve passare anche da decisioni sul futuro del Multipiano?
Poi c’è un aspetto politico: senza il “recupero” di Forza Italia il centrodestra a Frosinone è al capolinea. Nessuno dice nulla. L’elemento prevalente è la fretta: di chiudere una crisi. Con un riassetto parametrato su due poltrone. Tutto qui? Un’ultima cosa: nessuno si pone il problema di costruire un accordo in grado di reggere il 9 marzo? Sì, perché dopo le provinciali i confini di una simile intesa sono destinati a franare.
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