Stellantis
06.01.2026 - 11:00
Stellantis
Lastratura, verniciatura e montaggio tacciono. Ammutoliti dall’ennesimo fermo produttivo che dal 2 gennaio si protrarrà fino al giorno 16, nella speranza che torni a sentirsi il rumore delle linee in funzione e non arrivino altre sorprese a paralizzare le aspettative. Un 2026 iniziato esattamente come il 2025, all’insegna del silenzio produttivo. Nessuna Alfa uscirà dall’imponente fabbrica di Piedimonte come pure non si vedranno Maserati Grecale. A dicembre non è andata meglio con 15 giorni di ferie forzate e buste paga ridotte ai minimi termini che non hanno certo regalato “gioie” nel periodo delle festività natalizie. Piuttosto un territorio in costante e prolungata sofferenza che non riesce a rialzarsi dalla crisi dell’automotive. Un “salasso” per l’area a sud della provincia che vede migliaia di famiglie coinvolte e nessuna via d’uscita all’orizzonte. I tanti agognati modelli ibridi, come ricorda il sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi, non arrivano e le speranze si assottigliano sempre di più. Eppure potrebbero segnare una svolta.
«Sapevamo che il 2026, insieme al 2025, sarebbe stato uno degli anni più bui. Fortunatamente si è registrata una presa di coscienza da parte dell’Europa, che ha dato un piccolo segnale sul regolamento CO2: non uno scossone, ma comunque un primo passo. La transizione energetica, di fatto, non è mai realmente partita e il mercato non ha mai avuto piena fiducia nel passaggio totale all’elettrico. Per questo - continua Ferdinandi - confidiamo ancora nell’endotermico. Come dichiarato un anno fa dall’ingegner Imparato davanti a tre ministri, al Mimit, per Piedimonte San Germano era stata annunciata una direzione verso l’auto ibrida, che però ad oggi non si è ancora concretizzata. Ci auguriamo quindi che quanto annunciato oltre un anno fa venga finalmente tradotto in fatti concreti e che si possa garantire agli operai un’attività a tempo pieno, e non più a singhiozzo come purtroppo accade da anni.
Il territorio è in forte sofferenza.
Il finanziamento previsto dalla legge 46, quello ad hoc per i Comuni a ridosso della Zes inserito nel bilancio regionale di fine anno, così come la richiesta avanzata dal nostro Comune per un fondo straordinario a sostegno delle strutture ricettive e delle attività commerciali, rappresentano tentativi di risposta a una crisi complessa che attanaglia il territorio da troppo tempo».
Anche l’indotto indiretto, con le sue realtà commerciali e ricettive, è avvolto dalla stessa crisi. La mancata capacità di acquisto degli operai si riversa in tutto il comparto economico dell’area e manda in tilt un intero sistema. Saracinesche abbassate o guadagni al lumicino a fare da sfondo al periodo buio del settore metalmeccanico. «Anche il Natale è stato vissuto in tono minore. Noi abbiamo comunque voluto organizzare un palatenda nella piazza centrale, con numerose iniziative, ma è evidente che le famiglie sono preoccupate, soprattutto quelle legate al mondo dell’automotive. Ad oggi, a salvarci possono essere ancora l’ibrido e l’endotermico», conclude Ferdinandi. Un auspicio, quello dell’endotermico unito all’ibrido, che può rappresentare un’ancora di salvezza in un tessuto produttivo che sta rischiando il collasso, laddove la forza operaia è stremata e il mondo commerciale e ricettivo “impoveriti” dalla situazione.
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