Cerca

Tragedia in Svizzera

Giuliano Biasini: «Crans-Montana? Una tragica fatalità»

Inserito nell’elenco dei dispersi per errore, il quarantanovenne originario di Piedimonte San Germano racconta quei momenti

Crans-Montana, paura per Giuliano Biasini: errore di nome, non è nella lista dei coinvolti

«C’era tanta gente, c’è sempre folla qui d’inverno e in particolare nei giorni di festa, ma le norme di prevenzione vengono fatte rispettare. La Svizzera non ha niente da imparare da questa tragedia: per me si è trattato di una drammatica fatalità». Queste le parole di Giuliano Biasini a qualche ora dal vasto rogo che ha trasformato “Le Constellation” in una trappola mortale. Il quarantanovenne originario di Piedimonte San Germano era stato inserito nell’elenco dei dispersi subito dopo la tragedia avvenuta a Crans-Montana nella notte di San Silvestro. Gestore di un locale nella stessa zona, era stato inserito per errore tra i dispersi. Un dettaglio di non poco conto, che ha fatto salire il livello d’allerta nel Cassinate quando è stata resa nota la lista dei nomi di chi non risultava né tra i feriti né tra le vittime. Vittime che ieri hanno visto, purtroppo, il numero aumentare ancora: è stato completato infatti il riconoscimento delle sei vittime italiane, tutte tra i 15 e i 17 anni. Un dolore senza fine. Una ricerca disperata, quella degli italiani che si trovavano nel locale “Le Constellation” al momento dell’incendio e dell’esplosione. Poi la lista dei dispersi, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, nella speranza di trovare quante più persone in vita.

Giuliano Biasini, originario di Piedimonte ma da 13 in Svizzera, non era al “Constellation”: stava lavorando in un altro locale (che gestisce), a circa due chilometri di distanza. Il suo inserimento nella lista dei dispersi è stato un falso allarme, per fortuna.

«Conoscevo il Constellation, non ci ho mai lavorato ma ci andavo ogni tanto per una birra o una serata con gli amici» ha raccontato il quarantanovenne all’Ansa. «Ero al lavoro, non molto distante. Abbiamo capito che qualcosa di serio era successo quando abbiamo sentito le sirene che non smettevano mai di suonare. Dopo un po’ è arrivata la notizia - ha poi aggiunto - Non siamo usciti per aiutare perché avremmo fatto solo confusione, le autorità erano sul posto».

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione

Ultime dalla sezione