Economia
18.12.2025 - 08:26
«Difendiamo questo territorio, cominciando anche a cambiare noi per primi la narrazione. D’altronde abbiamo chiuso da tempo la stagione del pianto e del lamento». Così Corrado Savoriti, presidente della Territoriale di Unindustria Frosinone. Con lui c’è Pamela Morasca, direttore della sede provinciale dell’associazione di categoria.
Aerospazio e Difesa
Si sta parlando molto di ipotesi di riconversione e di rilancio, parametrate su settori come l’aerospazio e la difesa. Anche e soprattutto per la crisi dell’automotive e dell’indotto. Una crisi legata al futuro di Stellantis. E in particolare dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Dice Corrado Savoriti: «Dobbiamo mantenere i piedi per terra e non alimentare illusioni. Sicuramente lo sviluppo del comparto dell’Aerospazio è una cosa positiva, ma va detto da subito che non potrà avere lo stesso impatto che ebbe l’automotive. Specialmente per quanto concerne l’indotto». Poi, ricordando un ragionamento di Sergio Marchionne, Savoriti ha aggiunto: «La produzione della Panda (che magari era più costosa in Italia rispetto all’estero) determinava ritorni assai importanti sul versante dell’occupazione e dell’economia. Ecco, il nodo è questo». Ancora Savoriti: «Quanto allo sbandierato piano B rispetto all’automotive, diciamo così: a Unindustria non risultano progetti di investimenti delle aziende del settore della difesa. Poi magari arriveranno, ma al momento non ci sono». Tanto per rimanere con i piedi per terra e per stare sull’attualità.
Burocrazia e velocità
Argomenta Corrado Savoriti: «La provincia di Frosinone ha bisogno di infrastrutture? Certamente, ma aggiungo pure che la previsione della Stazione Tav (che ci auguriamo venga presto “scaricata a terra”) sia pensata e declinata con riferimento pure al porto di Gaeta. Nel senso che dobbiamo sempre ragionare in termini di opere di bacino. Aggiungo che per il 2026 la “bussola” dovrà essere rappresentata dal Piano industriale che Unindustria ha siglato con la Regione Lazio. Un Piano che ora deve essere attuato. Ma le imprese di questo territorio hanno bisogno di risposte veloci, che purtroppo non arrivano. Purtroppo la burocrazia continua a rappresentare una montagna invalicabile sulla strada dello sviluppo». Spiega Savoriti: «Ci sono tante aziende pronte a investire, ma non lo fanno perché consapevoli che le risposte alle loro richieste e alle autorizzazioni o non arrivano oppure arrivano fuori tempo massimo. Ritengo di poter dire che in questa provincia siano evaporati investimenti per un totale di 1 miliardo di euro per i tempi della burocrazia. Mi spiego meglio: i costi dei ritardi della burocrazia sono largamente superiore agli incentivi. Ragione per la quale, se dovessimo scegliere tra gli incentivi e una burocrazia più snella, daremmo priorità alla seconda opzione». Chiediamo a Savoriti: ma è vero che ci sono pure casi di enormi ritardi che hanno fatto sfumare investimenti parametrati sul Pnrr? Risponde il presidente di Unindustria: «Qualche caso c’è stato». Poi sottolinea: «Qui non si tratta di fare polemiche con la politica. È un discorso che riguarda tutta la classe dirigente del territorio. Il concetto è: va bene aprirsi al futuro e alle nuove opportunità. Ma intanto difendiamo il valore storico e produttivo delle realtà industriali di questo territorio. Ce ne sono tante. Dovremmo “fare sistema” tutti. Per davvero. Ecco, è questo l’augurio per il 2026».
Il lato positivo
Partiamo dai numeri: tra gennaio e settembre 2025 in provincia di Frosinone l’export ha totalizzato qualcosa come 7,6 miliardi di euro. Con una crescita pari al 30% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che supera il risultato regionale (+14%) e quello nazionale (+3,6%). Il Centro Studi di Unindustria scrive: «L’incremento del 30% corrisponde a 1,7 miliardi di euro. Siamo la prima provincia del Lazio per crescita in valore e la terza a livello nazionale, dopo Firenze e Trieste (rispettivamente: +8,1 miliardi e +2,6 miliardi)». Le cifre dicono che gran parte della crescita è trainata dal settore farmaceutico, che è aumentato del 40,5%. Una performance che da sola rappresenta il 99% della crescita delle esportazioni della Ciociaria. Si legge nel report di Unindustria: «Il segno meno vale per i prodotti delle altre industrie manifatturiere (-26 milioni), per i prodotti dell’elettronica (-17 milioni) e prodotti tessili (-11 milioni). In leggera ripresa l’export del settore Autoveicoli, che aumenta di 30 milioni di euro rispetto al 2024 (+7,8%), dopo due anni consecutivi di contrazione (-15,1% nel 2024; -40,7% nel 2023)». Prosegue la nota: «Per quanto riguarda i mercati di sbocco, la crescita dell’export si concentra interamente verso gli Stati Uniti, con un aumento di 2,4 miliardi di euro (+237%), concentrati appunto nella farmaceutica. In lieve crescita l’export verso la Spagna e il Giappone (rispettivamente, +70 milioni e +62 milioni). Si riduce fortemente invece lo sbocco verso il mercato olandese (-605 milioni), dovuto anche qui al settore farmaceutico, e verso la Germania (-95 milioni)». Analizza il Centro Studi di Unindustria: «Siamo la terza provincia in Italia per la crescita dell’export nei primi nove mesi del 2025. Si tratta di una crescita fortemente concentrata sia dal punto di vista settoriale (farmaceutico) che dal punto di vista geografico (Stati Uniti).
Suggerendo che la dinamica sia influenzata, almeno per i primi due trimestri, dal cosiddetto fenomeno di “frontload”: l’anticipazione degli acquisti di merci importate prima dell’entrata in vigore dei dazi. La performance del farmaceutico, tuttavia, discende anche da una forte espansione del settore nel corso dell’ultimo decennio, settore che è diventato uno dei principali ambiti di specializzazione del territorio. Al netto della farmaceutica, la performance complessiva indica la necessità di accompagnare un processo di riconversione produttiva, di rafforzare comparti come l’agroalimentare e l’elettronica, e di diversificare la composizione merceologica dell’export di Frosinone per garantire una crescita più stabile e resiliente».
Conclude Corrado Savoriti: «Certamente ci sono situazioni di crisi che stiamo fronteggiando, ma guardiamo anche alle eccellenze. E ripeto: difendiamo tutti il nostro sistema industriale».
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