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Lo studio

Aumentano i morti sul lavoro

I dati diffusi dell’Osservatorio Vega registrano una crescita in quasi tutte le regioni d’Italia. La Ciociaria tra le più colpite. Le costruzioni sono il settore con il maggior numero di vittime

Ciociaria in zona arancione. In sei mesi tre morti sul lavoro

Sono sempre in crescita gli infortuni e le morti sul posto di lavoro. Quella di Octay Stroici, operaio di 66 anni travolto lunedì scorso dal crollo della Torre dei Conti a Roma, è solo l’ennesima tragedia che si è consumata su un posto di lavoro.

Sul luogo del crollo, dalla giornata di ieri, sono in corso diversi sopralluoghi da parte dei carabinieri per cristallizzare e isolare i dettagli e gli elementi utili a ricostruire la dinamica e la responsabilità dell’accaduto. Ma questo, però, non basta per archiviare e superare un triste epilogo che si verifica sempre più frequentemente.
Da quanto si legge dai dati raccolti dal team di esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sono ben 784 gli infortuni mortali in Italia sul posto di lavoro da gennaio a settembre. Otto le vittime in più rispetto allo scorso anno.

I dati nazionali

Dallo screening effettuato, 575 sono le morti registrate proprio sul posto di lavoro, con un aumento del +1.4% rispetto al periodo di gennaio-settembre 2024, e 209 quelle accadute in itinere, ossia nel tragitto che si effettua per fare casa-lavoro o viceversa.
Da una mappatura sul suolo nazionale invece, si può notare come le 20 regioni d’Italia siano state suddivise in 3 zone. Quelle inserite nella zona rossa di cui fanno parte Basilicata, Umbria, Campania, Puglia e Sicilia, dove l’incidenza media di infortuni mortali è superiore al 125% di quella nazionale. Quelle in zona arancione di cui fanno parte Liguria, Calabria, Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte e Sardegna il cui indice medio è compreso tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media in Italia. Quelle in zona gialla che comprendono Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Molise e il cui indice di infortunio è compreso tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il suo valore medio. E quelle in zona bianca in cui rientra anche il Lazio e di cui fanno parte anche Lombardia, Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia. La maglia nera per il maggior numero di vittime tra gennaio e settembre 2025, in occasione di lavoro, va alla Lombardia con 73 morti. Seguono poi il Veneto con 60 vittime, la Campania con 57, il Piemonte e l’Emilia Romagna con 47, la Sicilia con 46, la Puglia con 43, la Toscana e il Lazio con 38, la Liguria con 19, la Sardegna e la Calabria con 15, il Trentino-Alto Adige, l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo con 14, la Basilicata con 10, il Friuli-Venezia Giulia con 8, il Molise con 2 e la Valle d’Aosta con 1.

Frosinone in zona arancione

La provincia di Frosinone detiene un infelice primato. Tra le province del Lazio, il capoluogo ciociaro si attesta tra i più colpiti, con un’incidenza pari a 28,5 sugli occupati e 5 vittime. Segue poi Latina, in zona gialla, con 23,8. Viterbo appena sotto con 23,6, mentre Rieti, tra le province in zona bianca, con un’incidenza pari al 16,6.

Le fasce e i casi di morte

Nei primi nove mesi dell’anno, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantancinquenni con 78 e in quella delle persone tra un’età compresa tra i 55 e i 64 anni con 37.5. Segue poi la fascia dei lavoratori tra i 45 e i 54 anni.
In salita anche i dati legati alle donne decedute: nei nove mesi del 2025 sono ben 68 le donne morte sul posto di lavoro, 8 in più rispetto al 2024. Di queste, 33 hanno perso la vita in occasione di lavoro, mentre 35 in itinere, ovvero nel percorso casa-lavoro o viceversa. Gli stranieri coinvolti in incidenti professionali, su un totale di 784 interessati in Italia, sono invece 171.
Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Gli stranieri infatti registrano 49,7 morti ogni milione di occupati, contro i 21,0 italiani.

I settori più colpiti

Alla fine di settembre 2025, il settore lavorativo più coinvolto dagli incidenti sul posto di lavoro è quello delle costruzioni, con 99 casi e un’incidenza del 17,2% sul totale dei decessi. Alto anche il dato che riguarda le attività manifatturiere, ossia tutto quello che riguarda le industrie tessili, dell’automotive e della produzione di gomma e plastica, ma non solo, con un’incidenza di circa il 14,4% e un numero di decessi pari a 83. Tra i più colpiti anche il settore del trasporto e del magazzinaggio: ben 71 le vittime, il 12,3% del totale. I dati sono in crescita e la prospettiva è un futuro nel mondo del lavoro sempre più ad alto rischio.

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