Sora
02.11.2025 - 10:00
L'ospedale di Sora
I giudici del lavoro del Tribunale di Frosinone danno ragione ai cinque tecnici radiologi in servizio all’ospedale Santissima Trinità di Sora ai quali la Asl, attraverso dei decreti ingiuntivi, aveva chiesto di restituire le somme percepite a titolo di lavoro straordinario reso in regime di pronta disponibilità durante il periodo del Covid. Il caso, riferito agli anni 2020 e 2021, aveva coinvolto anche altri tecnici di radiologia degli ospedali di Frosinone e Alatri suscitando grande scalpore.
Ai tecnici erano stati notificati numerosi decreti ingiuntivi da parte dell’azienda sanitaria (per somme variabili da 3.200 a 6.400 euro circa): in un caso perché si riteneva avessero ottenuto una duplicazione di compensi per il servizio di screening mammografico svolto per un progetto incentivante varato dalla stessa Asl, nell'altro caso ritenendo che avessero dilatato indebitamente i tempi di permanenza in pronta disponibilità ricavandone un ingiusto compenso. Così l’Asl era passata al recupero delle somme elargite.
Per entrambe le ipotesi di reato, i tecnici radiologi, tutti assistiti dall’avvocato Riccardo Lutrario, hanno dimostrato la correttezza del loro operato improntato alla stretta osservanza dei doveri lavorativi imposti dall'azienda sanitaria. Anzi, dalle sentenze emerge che i dipendenti abbiano cercato in più occasioni di ovviare alle carenze organizzative.
Sulla vicenda è intervenuto il segretario aziendale della sanità pubblica della Cisl Fp, Vincenzo Gaetani, che ha affiancato l’avvocato Lutrario nella lunga battaglia giudiziaria, comunicando l’intenzione di informare gli uffici del presidente della Repubblica, che in più occasioni si è mostrato sensibile al tema degli operatori sanitari che nel contesto di forte criticità pandemica, pur avendo profuso un impegno esemplare, hanno dovuto subire azioni svilenti della loro professionalità e della loro integrità morale. Da qui l’auspicio del sindacato che sentenze come quelle emesse dai giudici del lavoro del Tribunale di Frosinone possano rendere merito agli operatori sanitari chiamati ingiustamente a dimostrare la correttezza del proprio operato
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