«Si ritiene opportuno proseguire la sorveglianza epidemiologica in questo sito anche in riferimento agli eccessi osservati nelle sottoclassi di età». Si conclude così il capitolo dedicato alla Valle del Sacco del sesto rapporto Sentieri.
Lo studio, si legge nell'introduzione, «fornisce una fotografia dello stato di salute di una parte consistente della popolazione italiana (oltre il 10%) residente nei siti contaminati di interesse per le bonifiche. Sentieri è un progetto importante, innovativo e informativo. Sentieri è importante perché la contaminazione ambientale che ha portato all'istituzione dei siti comporta impatti sulla salute che, pur difficili da misurare, sono reali e consistenti, come dimostrano da tutti i rapporti Sentieri».

Il dossier evidenzia che i residenti in queste zone «rappresentano una fascia di popolazione svantaggiata, sulla quale si concentrano pressioni ambientali sopra la media». L'obiettivo resta sempre quello di pervenire a una bonifica dei luoghi contaminati, bonifica da intendere «ed effettuare tenendo conto non solo della contaminazione dei suoli, ma anche dei "ritorni" in salute, benessere ed equità».
La Valle del Sacco
Sentieri ricorda che la Valle del Sacco è un sito «molto studiato, in particolare per la contaminazione da beta-esaclorocicloesano, un prodotto della reazione di sintesi dell'insetticida lindano». In premessa si dà atto che i risultati del nuovo studio, riferiti al periodo 2013-17, divergono parzialmente dal quinto rapporto Sentieri. Tuttavia, c'è una considerazione da fare ovvero che «i dati del presente aggiornamento relativi alla mortalità vanno letti tenendo conto della citata bassa qualità della certificazione delle cause di morte».

Come nel vecchio rapporto, per la mortalità, si ravvisa un «eccesso per tutte le cause relativamente ai maschi, per l'apparato circolatorio in entrambi i generi, nella popolazione femminile riguardo ai difetti per tutti i tumori, malattie respiratorie e dell'apparato digerente. Il difetto nei maschi per le patologie urinarie non era presente nel quinto rapporto».
E ancora: «Si segnala un eccesso di mortalità per tutti i tumori nella classe di età 0-29 anni associato a un eccesso per leucemia linfoide nelle femmine di età 0-19 anni e per la leucemia mieloide nei maschi in età giovanile (20-29 anni)».

Per le "patologie di interesse a priori" prese in esame, nell'ultimo rapporto si segnala, tra i maschi, «un eccesso per il tumore dello stomaco e per le malattie respiratorie (stima incerta)». Rilevato anche «l'eccesso dei tumori del testicolo (stima imprecisa, basata su cinque casi). Un eccesso di mortalità per malattie dell'apparato respiratorio è presente tra i maschi in età 0-29 anni».
In valori assoluti, il rapporto Sentieri per il Sin Valle del Sacco registra 5.327 decessi tra gli uomini e 5.473 tra le donne (anni 2013-17).

Tra le cause di morte tutti i tumori maligni sono 1.678 tra i maschi e 1.150 tra le femmine, le malattie del sistema cardiocircolatorio rappresentano 1.903 casi tra gli uomini e 2.438 tra le femmine, le malattie dell'apparato respiratorio hanno provocato 428 decessi tra i maschi e 309 tra le femmine, le malattie dell'apparato dirigente 162 tra gli uomini e 176 tra le donne, le malattie dell'apparato urinario 85 tra i maschi e 122 tra le femmine. Andando più nello specifico delle cause di morte per tumore tra i maschi si osservano 187 casi di tumore del colon retto, 109 dello stomaco, 78 del fegato e dei dotti biliari intraepatici, 66 della vescica, quindi 47 linfomi non Hodgkin. Tra le donne, invece, si hanno 167 tumori della mammella, 145 del colon retto, 60 dello stomaco, 45 del fegato e dei dotti biliari intraepatici, 17 della vescica e 19 linfomi non Hodgkin.

Tra i casi di ricoveri analizzati 29.580 riguardano i maschi (di cui 7.252 per problemi del sistema circolatorio, 5.776 dell'apparato digerente, 4.229 dell'apparato respiratorio, 3.673 per tutti i tumori maligni e 1.638 per malattie dell'apparato urinario) e 29.895 le femmine (5.394 per malattie del sistema circolatorio, 4.327 dell'apparato digerente, 3.304 dell'apparato respiratorio, 3.300 di tutti i tumori maligni e 1.118 dell'apparato urinario).
Sul fonte delle ospedalizzazioni, l'analisi registra «eccessi per il tumore maligno dello stomaco e del colon retto nei maschi, neoplasie in eccesso nelle femmine, basato su una stima incerta, eccesso in entrambi i generi per l'asma, in difetto in precedenza per le femmine. I ricoveri per asma sono in eccesso in entrambi i generi in età pediatrica, pediatrico-adolescenziale e sull'insieme 0-29 anni, mentre nei giovani (20-29 anni) l'asma è in difetto rispetto all'atteso (risultava in difetto in tutte le sottoclassi di età nel precedente rapporto). Nelle classi di età 0-19 e 20-29 anni e nel complesso delle età 0-29 anni si segnalano eccessi di ospedalizzazione per i linfomi non Hodgkin, non segnalati nel periodo 2006-2013».
In conclusione «è complesso attribuire queste variazioni, in patologie multifattoriali, a variazioni dello stato di contaminazione ambientale».

Legambiente
Stefano Ceccarelli, presidente del circolo il Cigno di Legambiente commenta così il rapporto: «È la conferma dell'impatto sulla salute dell'inquinamento nella Valle del Sacco, un inquinamento di decenni. Serve però prudenza nell'elaborazione dei dati. Fare allarmismo non è una buona idea. Ben vengano rapporti come questo e l'analisi sullo stato di salute della popolazione in zone così delicate. Sulla base di queste indagini scientifiche serie dovremmo diffidare di più di chi semina terrore su questi temi».

Il dato nazionale
Tra il 2013 e il 2017, in Italia, sono 8.342 i decessi in eccesso, circa 1.668 casi all'anno, di cui 4.353 tra i maschi e 3.989 tra le femmine. Inoltre, «la percentuale dei decessi in eccesso rispetto al totale dei decessi osservati è pressoché costante nel tempo passando dal 2,5% nel 1995-2002 al 2,6% nel periodo 2013-2017».
Il 56% dei decessi in eccesso osservati è attribuito a tutti i tumori maligni: «L'eccesso di rischio di mortalità per tumore maligno nell'insieme dei siti, rispetto alle popolazioni di riferimento, è pari al 4% nella popolazione maschile e del 3% tra quella femminile». L'ospedalizzazione (2014-2018) nell'insieme dei 46 siti è risultata in eccesso del 3% per tutte le cause, in entrambi i generi. Non si ravvisano «elementi di criticità» dall'analisi dei decessi in età pediatrico-adolescenziale. Per le ospedalizzazioni, invece, si ha un eccesso di rischio dell'8% per tutte le cause nel primo anno di vita, e in età pediatrico-adolescenziale e giovanile del 3-4% tra i maschi e del 5% tra le femmine».