Oltre ottomila euro tra aprile 2019 e gennaio 2020, duemila euro tra aprile e maggio 2020 e undicimila nel periodo tra novembre 2020 e ottobre 2021. Denaro che è stato indebitamente ottenuto dichiarando il falso nella richiesta del reddito di cittadinanza. Sono le accuse di cui deve rispondere una ventinovenne di Ferentino finita a giudizio. La giovane dovrà comparire davanti al giudice ad aprile.

La ricostruzione
Stando alle accuse la ferentinate nell'istanza depositata all'Inps, con annessa dichiarazione sostitutiva unica sui requisiti economici, avrebbe dichiarato falsamente la sua realtà reddituale. In particolare avrebbe dichiarato di non lavorare, omettendo di segnalare di essere amministratrice unica di una società; di avere a carico la madre disoccupata, quando dai controlli è emersa tutt'altra verità. La mamma era impiegata nella stessa società di cui la figlia era amministratrice. Sempre stando alle accuse la ventinovenne avrebbe indicato quale convivente un uomo che, invece, non avrebbe mai collocato la propria residenza nella città gigliata. Non avrebbe, poi, segnalato che lo stesso fosse intestatario di un motoveicolo e la mamma di quattro auto. La corretta indicazione dei dati non avrebbe permesso alla giovane di percepire il sussidio erogatole da aprile di tre anni fa, fino al 2021. I controlli delle forze dell'ordine hanno portato a scoprire che la ferentinate aveva dichiarato il falso nella presentazione della domanda all'Inps per chiedere il sussidio. E così è finita nei guai. La donna, che si è rivolta all'avvocato Luigi Tozzi per la sua difesa, è stata rinviata a giudizio. Il prossimo aprile, dunque, l'udienza nel tribunale di Frosinone.