Omicidio di Romina De Cesare, indagini verso la chiusura. Il lavoro condotto dagli uomini della polizia, diretti dal questore Domenico Condello, può dirsi ormai completo. Si va verso la contestazione di omicidio volontario con la premeditazione nonché di atti persecutori nei confronti di Pietro Ialongo, 38 anni, l'uomo che con Romina condivideva l'appartamento di via del Plebiscito a Frosinone. I due, ex fidanzati, erano arrivati a Frosinone da Cerro al Volturno, il loro paese d'origine in provincia di Isernia. Poi il 2 maggio la scoperta del corpo senza vita di Romina.

Sul tavolo del pubblico ministero Vittorio Misiti ci sono tutti gli elementi raccolti, in questi mesi, nel corso delle investigazioni dalla squadra mobile di Frosinone, diretta da Flavio Genovesi. Un lavoro certosino, che si è avvalso anche degli elementi raccolti sul luogo del delitto dalla polizia scientifica e degli accertamenti tecnici effettuati sulla vettura di Romina, che poi Ialongo aveva usato per allontanarsi verso il mare con intenti suicidi, dove poi era stato arrestato a Sabaudia, all'interno dell'appartamento condiviso dai due, sui telefonini di arrestato e vittima, sui loro abiti nonché una serie di attività consistite nel sentire i vicini di casa cinesi e nell'acquisire una registrazione degli stessi, in cui si sentirebbero delle urla, risalenti al giorno dell'omicidio.

Completati tutti questi accertamenti, compresi gli incidenti probatori richiesti dalla difesa di Ialongo, rappresentato dall'avvocato Vincenzo Mercolino (mentre la famiglia di Romina si è rivolta all'avvocato Danilo Leva), tutto il materiale in sequestro è stato dissequestrato. Sono tornati alla disponibilità degli aventi diritto l'auto di Romina, l'appartamento di via del Plebiscito, i telefonini e gli abiti. Ora, dunque, si attendono le mosse della procura che dovrà formalizzare la chiusura delle indagini preliminari e richiedere la fissazione dell'udienza preliminare a carico di Ialongo, che si trova detenuto dalla notte della scoperta del cadavere di Romina che, a Frosinone, lavorava prima come commessa e poi come barista in un esercizio del centro.

Lo scorso 23 settembre in tribunale a Frosinone c'era stato un incidente probatorio. Dalla ricostruzione dell'aggressione effettuata dal perito Cesare Rapone, contro Romina sono state sferrata 14 coltellate. Il colpo fatale sarebbe stato sferrato con Romina già a terra, all'altezza del torace, come confermato anche dalla risultanze dell'esame autoptico condotto dal medico legale Gabriele Margiotta. Il perito che ha effettuato la ricostruzione della dinamica dell'omicidio aveva poi riferito anche sulle tracce ematiche trovate nell'appartamento, sugli indumenti e sull'autovettura di Romina.

La morte di Romina è stata datata tra le 20 e le 24 del 2 maggio. A fare la scoperta del suo corpo, ormai privo di vita, il 3 maggio, gli agenti della squadra mobile di Frosinone, entrati con i vigili del fuoco, allertati dal nuovo fidanzato di Romina che non riusciva più a contattarla. Negli stessi frangenti veniva arrestato Ialongo che, poi, in un lungo interrogatorio nella notte aveva confessato. Nel secondo interrogatorio, invece, l'arrestato si era avvalso della facoltà di non rispondere.