Scena muta davanti al giudice. Pietro Ialongo, il trentottenne di Cerro al Volturno, arrestato per l'omicidio dell'ex fidanzata Romina De Cesare, 36 anni, ha scelto di non rispondere alle domande del gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario.

La convalida
Ieri mattina, infatti, era in programma la convalida del fermo nel carcere di Latina dove Ialongo attualmente si trova ristretto dopo esser stato fermato dai carabinieri a Sabaudia, nudo e ferito nel vano tentativo di togliersi la vita. Il molisano, nel primo interrogatorio, nell'immediatezza del fermo, assistito in quel momento da un difensore d'ufficio, aveva ammesso le sue responsabilità. Secondo la sua ricostruzione, dopo una discussione degenerata in lite, avrebbe prima strangolato con le mani la ragazza e poi, visto che ancora respirava, l'avrebbe colpita più volte con un coltello, peraltro regalato proprio da Romina.
Ieri, invece, ha deciso di non aggiungere nulla a quanto dichiarato fino alle 4 del mattino di mercoledì.

Assistito dal suo avvocato di fiducia, Vincenzo Mercolino, Ialongo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip. Poche formalità, quindi la convalida si è chiusa. Il gip Cario ha poi convalidato il fermo, mantenuto la custodia in carcere per Ialongo e trasmesso gli atti per competenza alla procura di Frosinone che procedere per omicidio aggravato. La difesa ha sollevato una serie di eccezioni, in modo particolare sul primo interrogatorio e sulle condizioni psichiche in cui si trovava il fermato.
Quindi ha chiesto una misura meno afflittiva.
Presente il pubblico ministero di Latina Claudio De Lazzaro che ha insistito sul pericolo di fuga, considerato che Ialongo è stato trovato in spiaggia a Torre Paola dopo aver lasciato l'Audi A4, intestata a Romina, nella zona di Punta Rossa, a San Felice, e sui gravi indizi di colpevolezza che vanno secondo la procura al di là della confessione resa l'altro giorno. Da qui la scelta del giudice di mantenere la misura. Ora il difensore di Ialongo dovrà valutare se presentare o meno un ricorso al riesame o chiedere altri accertamenti.

L'inchiesta
L'indagine, nel giro di poche ore ha avuto la svolta, con un doppio binario. Da una parte, a Frosinone il nuovo fidanzato di Romina, un metronotte di Alatri, dava l'allarme perché non sentiva più la ragazza e così la polizia ha sfondato la porta e trovato il cadavere della ragazza, anch'ella originaria di Cerro al Volturno. Dall'altra, appunto, il ritrovamento di Ialongo a Sabaudia su segnalazione di diversi passanti che l'avevano notato in stato confusionale. Subito, si è attivata la macchina investigativa con la squadra mobile di Frosinone e la polizia scientifica di Roma che hanno effettuato i rilievi sulla scena del crimine. Nel frattempo si è proceduto ai sequestri dei telefonini (oltre che dell'appartamento e dell'auto) per vedere se all'interno ci possano essere nelle comunicazioni tracce di eventuali dissidi tra i due ex fidanzati. La pista che la procura di Frosinone sta battendo è quella passionale.
Romina, infatti, dopo un fidanzamento di 12 anni con Pietro, e il trasferimento a Frosinone in via del Plebiscito aveva deciso di andar via da quell'appartamento. Tra i due - questa è la ricostruzione della procura - sarebbe scoppiata una lite con Ialongo che avrebbe strangolato e poi pugnalato l'ex fidanzata.
Da lì, presa l'auto, si è diretto verso il mare nel tentativo, non portato a termine, di suicidarsi, tagliandosi le vene, stringendosi dei laccetti al collo e provando ad annegare al Circeo e a Sabaudia. E il suo stato psicofisico è uno degli aspetti che la difesa intenderà indagare. Tra l'altro, in un bloc notes sequestrato a Ialongo sono stati trovati degli appunti con le frasi "Non volevo ucciderla. La amavo".
Tuttavia, per non lasciare nulla d'intentato la procura di Frosinone, che indaga con il sostituto Barbara Trotta, trai possibili moventi valuta anche quello economico.

La prima versione
Nel precedente interrogatorio, quello del 4 maggio, Ialongo che fino a fine marzo aveva lavorato come addetto alle pulizie in un'azienda farmaceutica ad Anagni, dichiara che «era contento che la storia finisse per consentire alla mia c0mpagna di rifarsi una vita».
Ed è lui stesso, in un certo senso, ad aprire alla pista economica: «C'è stata una questione di soldi, volevo che le mi restituisse dei soldi, ma forse non ho agito nemmeno per questo». La confessione come peraltro rimarcato nella nota dell'altro giorni dai due procuratori di Frosinone e Latina Antonio Guerriero e Giuseppe De Falco è stata piena: «L'ho ucciso con le mani ed alla fine con il coltello che mi aveva regalato a Parigi».
Poi precisa: «L'ho colpita credo quattro volte all'addome...L'ho colpita quando stava a terra».
Mostra anche segni di pentimento: «Ho fatto una cosa assurda ed è giusto che io paghi, ho fatto una follia, l'ho sempre trattata come una principessa». Fa cenno pure ai suoi propositi suicidi (anche prima del fatto):«Il coltello che ho usato per tagliarmi è lo stesso dell'omicidio». Un coltello che, poi, secondo il suo racconto avrebbe perso in mare durante il tentativo di ammazzarsi nelle acque del Circeo. In un primo tempo avrebbe cercato di uccidersi gettandosi nel fiume a Frosinone, subito dopo. Poi anche sulla montagna del Circeo. Aveva pensato di tornare al suo paese «dove avrei potuto usare le mie pistole per spararmi».
Ipotesi scartata per il timore di essere fermato dalle forze dell'ordine durante il tragitto. Al magistrato spiega anche il perché si è denudato: «Mi sono tolto i vestiti per cancellare l'accaduto, volevo tornare indietro e andare dalla mia ragazza ritrovandola viva». Ialongo fa cenno anche agli appunti, a quella scritta "Non volevo ucciderla", come anche a dei riferimenti «ad alcune vecchie discussioni avute con Romina. Volevo far vedere quel quaderno ai miei genitori che hanno sempre appoggiato Romina». Sostiene di aver staccato i telefoni molto prima del delitto, già dal pomeriggio del 2 maggio, dopo esser andato a prendersi un gelato in una gelateria di via Aldo Moro. E aggiunge: «Non volevo sentire nessuno». Della relazione con Romina dice: «Anche se ci siamo lasciati non era facile riuscire a staccare...Ero stato io a dirle di fare nuove amicizie».
E racconta della nuova comitiva di Romina con i suoi ex colleghi di lavoro del Carrefour (lei era commessa) e del nuovo fidanzato. Solo che aggiunge di non tollerare che Romina rientrasse la sera tardi a casa. «Le dissi che se le succedeva qualcosa la gente poteva pensare che era colpa mia». E le chiedeva di tornare a un'ora meno tarda. Poi aggiunge che «l'accoltellamento è avvenuto all'ingresso di casa, lei ha cercato di difendersi». E accenna a dei calci che la ragazza disperatamente le avrebbe dato per sottrarsi all'aggressione mortale.
Secondo la sua descrizione «l'ho afferrata al collo e gettata a terra, poi l'ho soffocata e poi accoltellata.
Non è stato per gelosia...Avendo visto che ancora respirava, temendo che mi avrebbe denunciato, ho deciso di darle delle coltellate». Ialongo aggiunge che «fino ad aprile abbiamo avuto dei litigi, ma normali, mai violenti, nemmeno utilizzando le brutte parole che poi ho scritto in quei messaggi». Sostiene che le risposte date da Romina l'avrebbero innervosito a tal punto: «Forse è stato il modo in cui mi parlava», aggiunge.
Nega che ci sia stata premeditazione. E dice ancora: «non c'è alcun senso per me nell'aver ammazzato Romina. Non c'entrano i messaggi che ho rabbiosamente scambiato con lei». Alcuni passaggi sono dedicati al suo stato fisico, per un grave incidente subito a una gamba, e psichico. «Lei nel mio post operatorio non mi è stata sufficiente vicina», chiarisce.
Sostiene di esser rimasto a vivere in casa con lei perché non era facile trovare un'altra sistemazione.
Nega pure di aver voluto fuggire. In macchina sostiene aveva lasciato tutti i soldi e i documenti.

L'autopsia
Ieri è stata eseguita l'autopsia sul corpo di Romina.
L'esame è stato affidato dalla procura di Frosinone al dottor Gabriele Margiotta. La famiglia De Cesare, rappresentata dall'avvocato Danilo Leva ha incaricato come consulente di parte Nicandro Bucceri. L'esame servirà a stabilire la causa e l'ora rio della morte della giovane donna. La famiglia, intanto, attraverso l'avvocato chiede giustizia: «I parenti di Romina sono sconvolti e vogliono una risposta al dolore che stanno provando - spiega il legale Danilo Leva su Fanpage -, Non hanno sete di vendetta ma chiedono che sia fatta giustizia per questa morte così assurda e improvvisa».

I funerali
Si celebreranno oggi a Cerro al Volturno i funerali di Romina De Cesare. Nel suo paese d'origine sarà lutto cittadino. La celebrazione è prevista alle ore 16 nella chiesa dei santissimi Pietro e Paolo.