Cosa dire dopo la morte di due fratelli strappati all'amore dei loro genitori nello stesso tragico modo? Quali parole usare per confortare familiari e amici? Una scelta difficile. Se non impossibile. Ecco perché ieri monsignor Giandomenico Valente ha chiesto due cose alla folla in lacrime giunta nella chiesa di Santa Maria Assunta di Roccasecca scalo: silenzio e fede. Accanto a lui, monsignor Alessandro Recchia che quasi 19 anni prima aveva avuto il difficile compito di celebrare il funerale del fratello Mirko e il parroco di Arce, don Arcangelo D'Anastasio. Una folla commossa ad attendere il feretro trasportato dall'agenzia funebre San Tommaso. Una folla attonita e piegata dal dolore ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno, con quei rombi di motore dei suoi amici che hanno atteso la fine delle esequie per salutare Rocco Di Nota, appassionato delle due ruote, così come avrebbe voluto. Tra palloncini bianchi e applausi a coprire i singhiozzi, impossibili da trattenere.

Rocco, 41 anni, da poco padre di un bellissimo bimbo a cui ha voluto dare il nome del fratello scomparso nelle stesse tragiche circostanze 19 anni prima, non lo aveva mai dimenticato. Impossibile immaginare un'altra tragedia simile. E invece no. Le ferite riportate sulla Casilina in territorio di Piedimonte nella tarda mattinata di sabato nello schianto con un furgone gli sono costate la vita. Immediato l'arrivo sul posto di 118 e carabinieri. Ma per Rocco, che era in sella alla sua moto, non c'è stato nulla da fare. Una cerimonia funebre particolarmente difficile da celebrare. «Sabato su Roccasecca è calato il silenzio. E il silenzio sarebbe la cosa migliore anche in questo momento. Come parroco ho cercato di prepararmi ma non ho trovato parole adeguate» ha affermato monsignor Valente, facendo poi riferimento al Vangelo di ieri.

«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male» dal Vangelo di Luca. Parole che ben descrivono Rocco, generoso, altruista, dal cuore grande. Poi ha ricordato l'ingresso in chiesa di Rocco solo qualche prima con il piccolo e la compagna per una benedizione. Un racconto in cui le lacrime sono state davvero impossibili da trattenere. Parole molto toccanti anche quelle del vice sindaco Valentina Chianta che ha ricordato Rocco come un ragazzo a modo, con la testa sulle spalle, sempre educato. E ha chiesto a tutti di portarlo sempre nel cuore, di non dimenticarlo. Perché solo in questo modo potrà vivere per sempre.